Salutiamoli

11 aprile 2010

Addio al giornalista Edmondo Berselli

Se ne è andato oggi, al Policlinico di Modena, dopo una lunga malattia, il giornalista Edmondo Berselli. Aveva 59 anni. Era nato nel 1951 a Campogalliano, piccolo paesino della pianura padana a qualche chilometro dalla cittadina emiliana. Giornalista, scrittore e fine intellettuale, Berselli ha descritto con acume e senso critico la società italiana.

Editorialista di politica per Repubblica e collaboratore de L’espresso, Edmondo Berselli è sempre stato apprezzato per il suo modo di cogliere e raccontare le migliori e le peggiori caratteristiche di ogni aspetto del nostro paese. Nella sua carriera ha scritto di sport, televisione, politica, cultura e anche gastronomia. Laico e repubblicano, è stato prima correttore di bozze (negli anni ’70) e poi grande direttore della casa editrice bolognese Il Mulino che ha contribuito a cambiare radicalmente. Intanto ha collaborato con la Gazzetta di Modena, Il Resto del Carlino, la Stampa ed Il Sole 24 Ore.

Si è dedicato anche alla scrittura, producendo moltissimi saggi: da “L’Italia che non muore” del 1995, fino a “Liù. Biografia morale di un cane“, passando per il grande successo di “Sinistrati. Storia sentimentale di una catastrofe politica” del 2008.

7 gennaio 2010

Addio a Beniamino Placido, grande maestro del giornalismo italiano

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Beniamino Placido

Con la morte di Beniamino Placido se ne va probabilmente il più grande critico televisivo italiano. L’intellettuale, scrittore e critico cinematografico lucano si è spento a 80 anni nella sua casa di Cambridge dopo una lunga malattia. Era nato nel 1929 a Rionero in Vulture in provincia di Potenza, Basilicata e del suo sud portava tutta l’allegria e la giocosità. Il sottile umorismo e la critica dotta e costruttiva dei suoi scritti rimarranno nel cuore di ognuno di noi, indelebili segni di un uomo di cultura di altri tempi, coltissimo e curioso ma, soprattutto, mai banale.

Fin dal 1976, Beniamino Placido è stato collaboratore del quotidiano La Repubblica contribuendo attivamente alla sua diffusione e al suo successo. Nel 1986 divenne ancora più conosciuto e popolare grazie alla rubrica di critica televisiva “A Parer mio” che curò per una decina di anni prima di passare alle colonne del Venerdì nella sezione Cinema e tv e poi alla rubrica “Belvedere”.

Come gli piaceva sintetizzare il suo lavoro di critico con la frase “ho guardato chi passava”, così nei suo scritti trapelava la sua intelligenza finissima, il suo senso dell’osservazione, il suo acuto modo di leggere i fenomeni culturali che lo circondavano riproponendoli in maniera sublime, il suo amore viscerale per tutto quello che era ‘basso’ e popolare e che l’aveva portato ad abbracciare il mondo del piccolo schermo nonostante la sua preparazione accademica.

Ecco cosa scriveva sul protagonista della seconda serie della Piovra, Michele Placido, figlio di suo cugino “Vorrei poter dire tutto il bene possibile di Michele Placido – della sua maschera, della sua faccia – ma non posso farlo. Perché siamo strettamente imparentati (lo si vede dal nome) e se lo facessi cederei ad una solidarietà di famiglia. Cioè di mafia”. In queste poche righe trapela tutto il suo humor e la sua acutezza.

Beniamino Placido ha partecipato anche come attore a due film: “Porci con le ali” di Paolo Pietrangeli e “Io sono un autarchico” di Moretti in cui faceva la parte del critico teatrale.

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