Salutiamoli

25 dicembre 2011

Addio a Giorgio Bocca, grande giornalista

Si è spento il giorno di Natale. Il destino ha voluto che Giorgio Bocca, una delle penne più brillanti del giornalismo italiano, morisse uno dei pochi giorni all’anno in cui i quotidiani non escono. Era nato a Cuneo il 28 agosto del 1920 e ora ci lascia a 91 anni nella sua casa di Milano, dopo una breve malattia.

(continua…)

19 dicembre 2011

Si è spento Hitchens, l’ateo ribelle

Christopher Hitchens, è morto a 62 anni in ospedale a Houston, dopo aver lungamente lottato contro il cancro all’esofago. Armato di un talento pungente e sfrontato, Hitch nella sua carriera di giornalista e scrittore aveva sfidato con la sua penna autorità politiche e religiose. Nel suo mirino sono finiti, tra gli altri, Chiesa cattolica, quella mormone, la festa ebraica della Hannukah e quella cristiana del Natale, gli islamofascisti, le figure di Madre Teresa di Calcutta, Henry Kissinger, Bill Clinton, Fidel Castro, Cindy Sheehan (mamma pacifista ostile alla guerra in Iraq), Benedetto XVI e Dio stesso. Hitchens era infatti un ateo convinto, che aveva fatto dell’ateismo militante la sua ultima missione. (continua…)

11 aprile 2010

Addio al giornalista Edmondo Berselli

Se ne è andato oggi, al Policlinico di Modena, dopo una lunga malattia, il giornalista Edmondo Berselli. Aveva 59 anni. Era nato nel 1951 a Campogalliano, piccolo paesino della pianura padana a qualche chilometro dalla cittadina emiliana. Giornalista, scrittore e fine intellettuale, Berselli ha descritto con acume e senso critico la società italiana.

Editorialista di politica per Repubblica e collaboratore de L’espresso, Edmondo Berselli è sempre stato apprezzato per il suo modo di cogliere e raccontare le migliori e le peggiori caratteristiche di ogni aspetto del nostro paese. Nella sua carriera ha scritto di sport, televisione, politica, cultura e anche gastronomia. Laico e repubblicano, è stato prima correttore di bozze (negli anni ’70) e poi grande direttore della casa editrice bolognese Il Mulino che ha contribuito a cambiare radicalmente. Intanto ha collaborato con la Gazzetta di Modena, Il Resto del Carlino, la Stampa ed Il Sole 24 Ore.

Si è dedicato anche alla scrittura, producendo moltissimi saggi: da “L’Italia che non muore” del 1995, fino a “Liù. Biografia morale di un cane“, passando per il grande successo di “Sinistrati. Storia sentimentale di una catastrofe politica” del 2008.

8 marzo 2010

Addio ad Alberto Ronchey, ex ministro e giornalista

E’ morto venerdì scorso, anche se la notizia è stata diffusa solo oggi ad esequie avvenute, Alberto Ronchey, scrittore, giornalista e ministro. Aveva 83 anni. A rendere nota la notizia la figlia.

Alberto Ronchey è stato un maestro di giornalismo che con la precisione nell’analisi di dati statistici, nei riferimenti storici e con l’inventiva del coniare neologismi di grande acume rimarrà nella storia del giornalismo italiano.

Alberto Ronchey era nato a Roma il 27 settembre 1926 e dopo la laurea in giurisprudenza si era dedicato all’attività di scrittore e soprattutto a quella di giornalista. Durante l’occupazione tedesca era stato collaboratore della ‘Voce Repubblicana’  per poi divenire segretario della Federazione giovanile repubblicano, fino al 1946. Per molto tempo fu inviato speciale de La Stampa fino a ricoprirne l’incarico di direttore. Nel 1973 lasciò il quotidiano di Torino per approdare al ‘Corriere della Sera‘ come editorialista e inviato speciale. In seguito passò nelle file del quotidiano Repubblica (1981) diventandone editorialista.

Nel giugno del 1992 Alberto Ronchey assunse la carica di Ministro dei Beni culturali nel governo di Giuliano Amato e fu confermato anche nell’aprile dell’anno dopo da Carlo Azeglio Ciampi. In seguito fu presidente della Rcs tra il 1994 e il 1998.

A lui si deve la coniazione del termine “Lotizzazione” in riferimento all’abitudine dei partiti di spartirsi le nomine negli enti pubblici, in primo luogo alla Rai, e quella di “Fattore K” con la quale spiegava la mancata alternanza al governo dell’Italia, legata alla presenza di un grande partito comunista che, per ragioni di alleanze ed equilibri internazionali, non poteva giungere al potere.

Per lunghi anni è stato uno dei critici più esigenti della classe politica italiana, cosa che si può ampiamente riscontrare nei suoi libri “Accadde in Italia” (1977), “Chi vincerà in Italia?” (1982), “Atlante italiano” (1997).

19 agosto 2009

E' scomparsa Fernanda Pivano, la signora della Beat Generation

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E’ morta ieri sera in una clinica privata di Milano dove era ricovera da tempo Fernanda Pivano. Aveva da poco compiuto 92 anni. Scrittrice, giornalista, traduttrice e critica è stata lei a far conoscere in Italia gli autori americani della Beat Generation. Da sempre amante della letteratura americana, a 24 anni Fernanda Pivano si laurea in Lettere con una tesi in letteratura americana sul Moby Dick di Melville. Nel 1943 pubblica la prima traduzione dell’antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters. Ma è l’incontro prima con Cesare Pavese, suo professore al liceo D’Azeglio di Torino, poi con Ernest Hemingway nel 1948 a segnare la svolta decisiva della sua vita: da semplice traduttrice ed amante di letteratura americana ad una delle sue più importanti conoscitrice e promotrice.

(continua…)

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