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	<title>Salutiamoli &#187; 90 &#8211; 100 anni</title>
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	<description>Lascia un ultimo saluto a personaggi che hanno inciso sulla tua vita</description>
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		<title>San Raffaele: è morto don Luigi Verzè</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 18:21:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Era nato a Illasi, in provincia di Verona, 91 anni fa. Don Luigi Verzè, da molto tempo sofferente di cuore, è morto la mattina dell&#8217;ultimo giorno dell&#8217;anno stroncato da una crisi cardiaca. Era ricoverato nell&#8217;Ospedale San Raffaele, centro ospedaliero da lui fondato nel 1958. Era laureato in Lettere classiche e filosofia presso l’Università Cattolica di Milano nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-599" src="http://www.salutiamoli.it/files/2011/12/don-luigi-verze.jpg" alt="" width="600" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify">Era nato a Illasi, in provincia di Verona, 91 anni fa. <strong>Don Luigi Verzè</strong>, da molto tempo sofferente di cuore, è morto la mattina dell&#8217;ultimo giorno dell&#8217;anno stroncato da una <strong>crisi cardiaca</strong>. Era ricoverato nell&#8217;<strong>Ospedale San Raffaele</strong>, centro ospedaliero da lui fondato nel 1958. Era laureato in Lettere classiche e filosofia presso l’Università Cattolica di Milano nel 1947 ed era stato ordinato sacerdote l&#8217;anno successivo.</p>
<p style="text-align: justify">Da sempre molto attivo nel milanese come organizzatore di scuole di avviamento professionale, fondatore di del centro di cura e ricerca e dell&#8217;ateneo privato <strong>Università Vita e Salute</strong>, subì dalle autorità ecclesiastiche due <strong>condanne</strong>, poi revocate: nel 1964 arrivò la proibizione di esercitare il Sacro ministero e nel 1973 la sospensione <em>a divinis</em>.</p>
<p style="text-align: justify">La figura di don Verzè è da sempre più vicina a quella di un <strong>abile imprenditore</strong> più che a quella di un sacerdote. Grisaglia da manager, camicia bianca e cravatta, don Verzè non ha retto allo stress provocato dall&#8217;<strong>inchiesta per bancarotta fraudolenta</strong> della Fondazione San Raffaele &#8211; Monte Tabor, che già contava il suicidio del suo braccio destro Mario Cal, del 20 luglio 2011.</p>
<p style="text-align: justify">Il San Raffaele è un polo che ha riunito ricercatori di fama mondiale. Un <strong>gioiello della sanità in Europa</strong> che celava però un <strong>buco di 1,5 miliardi di euro</strong>, creato probabilmente attraverso sovrafatturazioni e spese folli (tutti ricorderete l&#8217;aereo privato da 20 milioni di euro del sacerdote e le vacanze nei paesi esotici). Ma questo scandalo non è il primo che ha investito don Verzè: in passato aveva subito diverse condanne per <strong>corruzione</strong>,<strong> istigazione alla corruzione</strong>, <strong>abuso edilizio</strong> e <strong>ricettazione</strong>, tutte finite in prescrizione.</p>
<p style="text-align: justify">Oltre ai suoi eccessi, il sacerdote era noto per le sue <strong>amicizie con politici e personaggi dello spettacolo</strong>. Una tra tutte, l&#8217;amicizia con <strong>Silvio Berlusconi</strong> e la sua famiglia. Nel 1994, alla discesa in campo del Cavaliere con Forza Italia, don Verzè asserì come Berlusconi fosse <em>&#8220;una benedizione per il Paese, un dono di Dio all’Italia&#8221;</em>.</p>
<p style="text-align: justify">
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		<title>Addio a Giorgio Bocca, grande giornalista</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Dec 2011 17:52:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è spento il giorno di Natale. Il destino ha voluto che Giorgio Bocca, una delle penne più brillanti del giornalismo italiano, morisse uno dei pochi giorni all&#8217;anno in cui i quotidiani non escono. Era nato a Cuneo il 28 agosto del 1920 e ora ci lascia a 91 anni nella sua casa di Milano, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-583" src="http://www.salutiamoli.it/files/2011/12/giorgio_bocca.jpg" alt="" width="476" height="476" /></p>
<p style="text-align: justify;">Si è spento il giorno di Natale. Il destino ha voluto che <strong>Giorgio Bocca</strong>, una delle penne più brillanti del giornalismo italiano, morisse uno dei pochi giorni all&#8217;anno in cui i quotidiani non escono. Era nato a Cuneo il 28 agosto del 1920 e ora ci lascia a <strong>91 anni</strong> nella sua casa di Milano, dopo una breve malattia.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-582"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a title="Si è spento Hitchens, l’ateo ribelle" href="http://www.salutiamoli.it/tag/ateo/">Ateo rigoroso</a>, la sua era una delle firme storiche de <strong>La Repubblica</strong>, di cui è stato uno dei fondatori nel 1976. Nei suoi scritti raccontò con passione la storia recente d&#8217;Italia, in particolar modo di <strong>resistenza</strong>, che visse in prima persona da partigiano, di <strong>terrorismo</strong> e di <strong>questioni sociali</strong>. Le sue <strong>grandi inchieste</strong> rimarranno nella storia del giornalismo come esempio per tutti gli aspiranti reporter.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella sua lunga carriera, durata più di 50 anni, è passato dallo scrivere per la stampa locale cuneense ai <strong>maggiori quotidiani nazionali</strong>. Tra le sue opere anche<strong> numerosi libri</strong>, di approfondimento politico, storico e socioeconomico.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;aprile 2008 a Bocca è stato assegnato il <strong>premio Alpi alla carriera</strong>.</p>
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		<title>Il poeta Andrea Zanzotto si è spento</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 16:09:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il grande poeta veneto Andrea Zanzotto è morto per una crisi respiratoria questa mattina alle 11 all’ospedale di Conegliano. L’usuraio atroce, come egli definì il tempo, si è preso la sua rivincita. Aveva 90 anni e gli era stato da poco assegnato il Leone d’oro alla carriera. Era nato a Pieve di Soligo il 10 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.salutiamoli.it/artisti-e-scrittori/il-poeta-andrea-zanzotto-si-e-spento/attachment/andrea_zanzotto/" rel="attachment wp-att-508"><img class="aligncenter size-full wp-image-508" src="http://www.salutiamoli.it/files/2011/10/Andrea_Zanzotto.jpg" alt="Andrea Zanzotto" width="232" height="271" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il grande <strong>poeta veneto Andrea Zanzotto</strong> è morto per una<strong> crisi respiratoria</strong> questa mattina alle 11 all’ospedale di Conegliano. L’<em>usuraio atroce</em>, come egli definì il tempo, si è preso la sua rivincita. Aveva <strong>90 anni</strong> e gli era stato da poco assegnato il <strong>Leone d’oro alla carriera</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Era nato a <strong>Pieve di Soligo</strong> il 10 ottobre 1921. Cresciuto in una <strong>famiglia anti-fascista</strong>, Andrea Zanzotto era innamorato della sua terra e si era più volte espresso contro le istanze secessioniste della Lega Nord. Zanzotto ha trovato nei boschi, nei cieli, nel paesaggio della <strong>campagna veneta</strong> la sua ispirazione fin dall&#8217;infanzia, sotto l&#8217;influenza del padre pittore. E&#8217; sempre stato in prima fila nelle battaglie per la <strong>giustizia sociale</strong> e per la <strong>difesa dell’ambiente</strong>. <em></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Già nella lontana infanzia, mi fu duro avvertire la situazione anomala della mia famiglia, in lotta con la <strong>precarietà</strong>. Si era reso difficilissimo il lavoro a mio padre per la sua <strong>opposizione al regime</strong>. Poteva mancare da un giorno all’altro il sostentamento”</em>, raccontava. <em>“Nel nostro paese pochi avevano votato contro il fascio nel <strong>plebiscito del 1929</strong>, e fra questi c’era mio padre, cosa che tutti sapevano. Ricordo che la maestra a scuola ci aveva presentato sulla lavagna la scheda elettorale col sì e tutti i bambini dovevano ricopiarla. Io invece, memore degli insegnamenti familiari, ho scritto no”</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Prese parte alla <strong>Resistenza</strong>, dove militò in Giustizia e libertà, e si laureò in Lettere all’Università di Padova. Dopo un breve periodo in Francia e in Svizzera, si dedicò all’insegnamento. I primi riconoscimenti per i suoi componimenti arrivarono al<strong> Premio Babila</strong>. Giuseppe Ungaretti, <strong>Eugenio Montale</strong>, Salvatore Quasimodo, Leonardo Sinisgalli e Vittorio Sereni, che componevano la giuria, decisero di premiare un gruppo di poesie, in seguito pubblicate con il titolo <strong><em>Dietro il paesaggio</em></strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Fu <strong>poeta sperimentale</strong>, <strong>insegnante</strong> e <strong>critico letterario</strong>. Scrisse per <em>L’Approdo letterario</em>, <em>Nuovi argomenti</em>, <em>Il Giorno</em>, <em>L’Avanti!</em>, <em>Il Corriere della sera</em>. Fra i suoi più importanti volumi in versi troviamo La beltà, uscito nel 1968, ancora oggi ritenuto la raccolta fondamentale della sua opera. Collaborò con <strong>Federico Fellini</strong> per <em>Casanova</em> e <em>La città delle donne</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;<strong>Non ho mai creduto a una poesia immobile</strong>, pur avendo sempre davanti modelli classici, irrinunciabile luce ed enigma&#8221;</em>, spiegava Zanzotto. <em>&#8220;Io credevo alle amicizie, alle sintonie parziali, non ai gruppi. Il gruppo rappresentava per me la gestione di qualcosa di extraletterario, mentre io pensavo che ognuno dovesse seguire la sua strada e poi confrontarsi con gli altri”</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">E in merito alla sua poetica diceva: <em>“<strong>L’uomo sta ribollendo nel proprio enigma</strong>, e la poesia non può dare che dei lampi di consolazione, nei quali appare ancora il miraggio dell’autofondazione e dell’autogiustificazione dell’essere. In essa c’è dunque un qualche valore, almeno provvisorio. Ma il quadro che abbiamo di fronte è quello di una catastrofe ecologica della mente&#8221;</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Vogliamo salutarlo con uno dei suoi componimenti più riusciti:</p>
<h2 style="text-align: center;"><strong>&#8220;Sì, ancora la neve</strong>&#8220;</h2>
<p style="text-align: center;">Che sarà della neve<br />
che sarà di noi?<br />
Una curva sul ghiaccio<br />
e poi e poi&#8230; ma i pini, i pini<br />
tutti uscenti alla neve, e fin l&#8217;ultima età<br />
circondata da pini. Sic et simpliciter?<br />
E perché si è &#8211; il mondo pinoso il mondo nevoso -<br />
perché si è fatto bambucci-ucci, odore di cristianucci,<br />
perché si è fatto noi, roba per noi?<br />
E questo valere in persona ed ex-persona<br />
un solo possibile ed ex-possibile?<br />
Hölderlin: &#8220;siamo un segno senza significato&#8221;:<br />
ma dove le due serie entrano in contatto?<br />
Ma è vero? E che sarà di noi?<br />
E tu perché, perché tu?<br />
E perché e che fanno i grandi oggetti<br />
e tutte le cose-cause<br />
e il radiante e il radioso?<br />
Il nucleo stellare<br />
là in fondo alla curva di ghiaccio,<br />
versi inventive calligrammi ricchezze, sì,<br />
ma che sarà della neve dei pini<br />
di quello che non sta e sta là, in fondo?<br />
Non c&#8217;è noi eppure la neve si affisa a noi<br />
e quello che scotta<br />
e l&#8217;immancabilmente evaso o morto<br />
evasa o morta.<br />
Buona neve, buone ombre, glissate glissate.<br />
Ma c&#8217;è chi non si stanca di riavviticchiarsi<br />
graffignare sgranocchiare solleticare,<br />
di scoiattolizzare le scene che abbiamo pronte,<br />
non si stanca di riassestarsi<br />
- l&#8217;ho, sempre, molto, saputo -<br />
al luogo al bello al bel modulo<br />
a cieli arcaici aciduli come slambròt cimbrici<br />
al seminato d&#8217;immagini<br />
all&#8217;ingorgo di tenebrelle e stelle edelweiss<br />
al tutto ch&#8217;è tutto bianco tutto nobile:<br />
e la volpazza di gran coda e l&#8217;autobus<br />
quello rosso sul campo nevato.<br />
Biancaneve biancosole biancume del mio vecchio io.<br />
Ma presto i bambucci-ucci<br />
vanno al grande magazzino<br />
- ai piedi della grande selva -<br />
dove c&#8217;è pappa bonissima e a maraviglia<br />
per voi bimbi bambi con diritto<br />
e programma di pappa, per tutti<br />
ferocemente tutti, voi (sniff sniff<br />
gran gnam yum yum slurp slurp:<br />
perché sempre si continui l&#8217;<em>&#8220;umbra fuimus fumo e fumetto&#8221;</em>):<br />
ma qui<br />
ahi colorini più o meno truffaldini<br />
plasmon nipiol auxol lustrine e figurine<br />
più o meno truffaldine:<br />
meglio là, sottomano nevata sottofelce nevata&#8230;<br />
O luna, ormai,<br />
e perfino magnolia e perfino<br />
cometa di neve in afflusso, la neve.<br />
Ma che sarà di noi?<br />
Che sarà della neve, del giardino,<br />
che sarà del libero arbitrio e del destino<br />
e di chi ha perso nella neve il cammino<br />
(e la neve saliva saliva &#8211; e lei moriva)?<br />
E che si dice là nella vita?<br />
E che messaggi ha la fonte di messaggi?<br />
Ed esiste la fonte, o non sono<br />
che io-tu-questi-quaggiù<br />
questi cloffete clocchete ch ch<br />
più che incomunicante scomunicato tutti scomunicati?<br />
Eppure negli alti livelli<br />
sopra il coma e il semicoma e il limine<br />
si brusisce e si ronza e si cicala-ciàcola<br />
- ancora &#8211; per una minima e semiminima<br />
biscroma semibiscroma nanobiscroma<br />
cose e cosine<br />
scienze lingue e profezie<br />
cronaca bianca nera azzurra<br />
di stimoli anime e dèi,<br />
libido e cupìdo e la loro<br />
prestidigitazione finissima;<br />
è così, scoiattoli afrori e fiordineve in frescura<br />
e<em> &#8220;acqua che devia</em><br />
<em> si dispera si scioglie s&#8217;allontana&#8221;</em><br />
oltre il grande magazzino ai piedi della selva<br />
dove i bambucci piluccano zizzole&#8230;<br />
E le falci e le mezzelune e i martelli<br />
e le croci e i designs-disegni<br />
e la nube filata di zucchero che alla psiche ne vie?<br />
E la tradizione tramanda tramanda fa passamano?<br />
E l&#8217;avanguardia ha trovato, ha trovato?<br />
E dove il fru-fruire dei fruitori<br />
nel truogolo nel buio bugliolo nel disincanto,<br />
dove, invece, l&#8217;entusiasmo l&#8217;empireirsi l&#8217;incanto?<br />
Che si dice lassù nella vita,<br />
là da quelle parti là in parte;<br />
che si cova si sbuccia si spampana<br />
in quel poco in quel fioco<br />
dentro la nocciolina dentro la mandorletta?<br />
E i mille dentini che la minano?<br />
E il pino. E i pini-ini-ini per profili<br />
e profili mai scissi mai cuciti<br />
ini-ini a fianco davanti<br />
dietro l&#8217;eterno l&#8217;esterno l&#8217;interno (il paesaggio)<br />
dietro davanti da tutti i lati,<br />
i pini come stanno, stanno bene?</p>
<p style="text-align: center;">Detto alla neve: <em>&#8220;Non mi abbandonerai mai, vero?&#8221;</em></p>
<p style="text-align: center;">E una pinzetta, ora, una graffetta.</p>
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		<title>E&#039; morto lo storico Gabriele De Rosa</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 09:33:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>salutiamoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ spirato nella sua casa romana lo storico Gabriele De Rosa. Nato a Castellammare di Stabia 92 anni fa, De Rosa è stato oltre che un importante studioso, anche un uomo politico di primo piano. Senatore e deputato nelle file, prima della Dc e poi del Ppi (1987-1992) Gabriele De Rosa ha scritto anche numerosi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-294" title="Gabriele De Rosa" src="http://www.salutiamoli.it/files/2009/12/Gabriele-De-Rosa.jpg" alt="Gabriele De Rosa" width="300" height="230" /></p>
<p style="text-align: justify">E’ spirato nella sua casa romana lo storico <strong>Gabriele De Rosa</strong>. Nato a Castellammare di Stabia 92 anni fa, De Rosa è stato oltre che un importante studioso, anche un <strong>uomo politico di primo piano</strong>. Senatore e deputato nelle file, prima della Dc e poi del Ppi (1987-1992) Gabriele De Rosa ha scritto anche numerosi saggi ed in particolare viene ricordato per quelli sulla biografia di Alcide De Gasperi, sulla storia del Partito Popolare italiano e su <strong>Luigi Sturzo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Nel 1958 ha vinto la prima cattedra di Storia contemporanea in Italia. Ha insegnato a Palermo, Salerno (dove fu rettore) e Roma. Accanto all’università e ai grandi saggi, De Rosa ha coltivato anche l’amore per l’insegnamento, pubblicando manuali per le medie inferiori e superiori. Ha anche fondato il Centro studi religiosi del Veneto ed è stato presidente dell’Istituto Sturzo di Roma, dove oggi sarà allestita la camera ardente. I funerali sono stati programmati per domani alle 11,30 nella chiesa di Sant’Agostino.</p>
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		<title>L&#039;antropologo francese Claude Lévi-Strauss è spirato a 100 anni</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 17:47:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>salutiamoli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Padre antropologia strutturale]]></category>
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		<description><![CDATA[E’ morto nella notte fra sabato e domenica il famoso e stimato antropologo ed etnologo Claude Lévi-Strauss. Era nato a Bruxelles il 28 novembre del 1908 quindi fra pochi giorni avrebbe compiuto 101 anni. Dopo aver studiato Legge e Filosofia alla Sorbona di Parigi, studi che non ha concluso ma si è poi laureato in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-273" title="claude levi-strauss" src="http://www.salutiamoli.it/files/2009/11/claude-levi-strauss.jpg" alt="claude levi-strauss" width="300" height="395" /></p>
<p style="text-align: justify">E’ morto nella notte fra sabato e domenica il famoso e stimato antropologo ed etnologo <strong>Claude Lévi-Strauss</strong>. Era nato a Bruxelles il 28 novembre del 1908 quindi fra pochi giorni avrebbe compiuto 101 anni. Dopo aver studiato Legge e Filosofia alla Sorbona di Parigi, studi che non ha concluso ma si è poi laureato in Filosofia nel 1931, Claude Lévi-Strauss ha scoperto le scienze umane, in particolare sociologia ed etnologia. Decisivi sono stati i suoi incontri con Paul Rivet e con <strong>Marcel Mauss</strong>, del quale fu allievo da cui apprende come spiegare ed analizzare i popoli primitivi.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-274"></span><strong>Padre dell’antropologia strutturale</strong>, di cui viene considerato il massimo teorico, ha passato l’esistenza cercando di fare capire come tutti gli aspetti culturali di una società siano riconducibili a strutture fondamentali  e come la cultura non possa essere solo la produzione artistica di un popolo ma anche il complesso delle peculiarità del popolo stesso. Una delle sue citazioni più rappresentative conferma che “<em>nulla, allo stato attuale della ricerca, permette di affermare la superiorità o l&#8217;inferiorità di una razza rispetto all&#8217;altra</em>”.</p>
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		<title>E&#039; morto Giuliano Vassalli presidente emerito della Corte Costituzionale</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 08:51:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>salutiamoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politici]]></category>
		<category><![CDATA[90 - 100 anni]]></category>
		<category><![CDATA[ex partigiano]]></category>
		<category><![CDATA[Giuliano Vassalli]]></category>
		<category><![CDATA[ministro Grazia e Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[morto di vecchiaia]]></category>
		<category><![CDATA[Presidente della Corte Costituzionale]]></category>
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		<description><![CDATA[E’ morto a Roma a l’età di 94 anni Giuliano Vassalli professore emerito all&#8217;Università di Roma La Sapienza e socio nazionale dell&#8217;Accademia dei Lincei per la classe delle Scienze Morali. Dopo l&#8217;8 settembre 1943 Vassalli entrò a far parte della Resistenza nella Giunta militare centrale del CLN e fu tra quelli che organizzaro l&#8217;evasione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-261" title="Giuliano Vassalli" src="http://www.salutiamoli.it/files/2009/10/Giuliano-Vassalli.jpg" alt="Giuliano Vassalli" width="300" height="230" /></p>
<p style="text-align: justify">E’ morto a Roma a l’età di 94 anni <strong>Giuliano Vassalli </strong>professore emerito all&#8217;Università di Roma La Sapienza e socio nazionale dell&#8217;Accademia dei Lincei per la classe delle Scienze Morali. Dopo l&#8217;8 settembre 1943 Vassalli entrò a far parte della Resistenza nella Giunta militare centrale del CLN e fu tra quelli che organizzaro l&#8217;evasione di Sandro Pertini e Giuseppe Saragat dal carcere di Regina Coeli. Fatto prigioniero dai nazisti subì pesanti torture fino alla sua liberazione nel 1944.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-260"></span>Vassalli è stato <strong>ministro di Grazia e Giustizia </strong>nel governo Goria dal 28 luglio 1987 al 13 aprile 1988, nel governo De Mita dal 13 aprile 1988 al 22 luglio 1989, nel governo Andreotti VI dal 22 luglio 1989 al 31 gennaio 1991. <strong>Presidente della Corte Costituzionale </strong>dal&#8217;11 novembre 1999 fino al 13 febbraio 2000, data da cui è presidente emerito. Il 24 gennaio 2002 l&#8217;Università di Bologna gli ha anche conferito honoris causa la laurea in giurisprudenza.</p>
<p style="text-align: justify">Il Professor Vassalli è morto il 21 ottobre scorso ma la notizia, per volontà della famiglia, è stata diffusa solo ad esequie avvenute.</p>
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		<title>E&#039; scomparso il regista Luciano Emmer</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 09:42:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>salutiamoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[90 - 100 anni]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; morto ieri mattina al policlinico Gemelli di Roma il regista e sceneggiatore Luciano Emmer, dove era ricoverato a causa dei postumi di un incidente occorsogli quest’estate, da cui non si era mai ripreso. Aveva 91 anni. Luciano Emmer sarà sempre ricordato come il padre del Carosello, cosa che risulta un po’ riduttiva visto il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="size-medium wp-image-130 aligncenter" title="luciano-emmer" src="http://www.salutiamoli.it/wp-content/uploads/2009/09/luciano-emmer-300x268.jpg" alt="luciano-emmer" width="300" height="268" /></p>
<p style="text-align: justify">E&#8217; morto ieri mattina al policlinico Gemelli di Roma il regista e sceneggiatore <strong>Luciano Emmer</strong>, dove era ricoverato a causa dei postumi di un incidente occorsogli quest’estate, da cui non si era mai ripreso. Aveva 91 anni. Luciano Emmer sarà sempre ricordato come il <strong>padre del Carosello</strong>, cosa che risulta un po’ riduttiva visto il suo impegno ed i grandi risultati ottenuti anche nel campo cinematografico.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-131"></span></p>
<p style="text-align: justify">Nato a Milano il 19 gennaio 1918, fonda con l’amico Enrico Gras una casa di produzione che realizza principalmente documentari d’arte. L’esordio al cinema avviene invece negli anni ’50 con il lungometraggio <em>Domenica d’agosto</em>. Con i film successivi <em>Parigi è sempre Parigi</em>, <em>Le ragazze di Piazza di Spagna</em> e <em>Terza liceo</em>, tutti collocati nella corrente del <strong>neorealismo</strong>, Luciano Emmer comincia a diventare un personaggio di spicco del cinema italiano. Dopo &#8216;La ragazza in vetrina&#8217; (film che subì la censura democristiana) Emmer lascia il grande schermo per trent’anni prima di tornarci nel 1990 con <em>Basta! Ci faccio un film</em>, cui seguono <em>Una lunga lunga lunga notte d’amore</em> (2001) e <em>L’acqua&#8230; il fuoco </em>(2003) con Sabrina Ferilli.</p>
<p style="text-align: justify">Nella sua ultima intervista rilasciata a Rai Educational, Rewind Visioni Private che andrà in onda su RaiUno lunedì prossimo all’1 del mattino, Emmer parla, tra le altre cose della sua amicizia con Fellini “<em>Con Fellini siamo stati molto amici. Poco prima di morire mi prese la mano e mi disse</em>: “<strong>Lucianino, il cinema è morto</strong>”. <em>Lo penso anch’io. Il vero cinema è stato quello muto, in bianco e nero, dopo c’è stata solo una corsa sempre più veloce verso la tv, verso l’immagine senza mediazioni espressive</em>”.</p>
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		<title>E&#039; scomparsa Fernanda Pivano, la signora della Beat Generation</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Aug 2009 07:10:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>salutiamoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Artisti e Scrittori]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[90 - 100 anni]]></category>
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		<description><![CDATA[E’ morta ieri sera in una clinica privata di Milano dove era ricovera da tempo Fernanda Pivano. Aveva da poco compiuto 92 anni. Scrittrice, giornalista, traduttrice e critica è stata lei a far conoscere in Italia gli autori americani della Beat Generation. Da sempre amante della letteratura americana, a 24 anni Fernanda Pivano si laurea [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="aligncenter size-full wp-image-100" title="fernanda-pivano1" src="http://www.salutiamoli.it/files/2009/08/fernanda-pivano1.jpg" alt="fernanda-pivano1" width="251" height="358" /></p>
<p style="text-align: justify">E’ morta ieri sera in una clinica privata di Milano dove era ricovera da tempo <strong>Fernanda Pivano</strong>. Aveva da poco compiuto 92 anni. Scrittrice, giornalista, traduttrice e critica è stata lei a far conoscere in Italia gli autori americani della <strong>Beat Generation</strong>. Da sempre amante della<strong> letteratura americana</strong>, a 24 anni Fernanda Pivano si laurea in Lettere con una tesi in letteratura americana sul Moby Dick di Melville. Nel 1943 pubblica la prima traduzione dell’antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters. Ma è l’incontro prima con <strong>Cesare Pavese</strong>, suo professore al liceo D’Azeglio di Torino, poi con<strong> Ernest Hemingway</strong> nel 1948 a segnare la svolta decisiva della sua vita: da semplice traduttrice ed amante di letteratura americana ad una delle sue più importanti conoscitrice e promotrice.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-98"></span></p>
<div class="mceTemp" style="text-align: justify">
<dl>
<dt><img class="size-full wp-image-102  " style="margin-left: 2px;margin-right: 2px" title="fernanda-pivano2" src="http://www.salutiamoli.it/files/2009/08/fernanda-pivano2.jpg" alt="Fernanda Pivano e Ernest Hemingway" width="245" height="189" /></dt>
<dd>Fernanda Pivano e Ernest Hemingway</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify">La Pivano è stata la <strong>maggior curatrice delle opere di Hemingway</strong> e dopo il viaggio negli Stati Uniti nel 1956 è colei che porta in Italia i testi e la poetica di questi scrittori così diversi, liberi e maledetti: <em>Gregory Corso, Lawrence Ferlinghetti, William Burroughs, Jack Kerouac</em> (la prefazione di On the Road è sua), <em>Allen Ginsberg</em>. Nel 1976 pubblica <em>I mostri degli anni Venti</em> dove raccoglie i racconti di vita ed i suoi ricordi dei grandi personaggi che ha incontrato partendo dal suo amato Hemingway, passando per Francis Scott Fitzgerald e Dorothy Parker, fino a William Faulkner. Negli ultimi anno della sua vita, Fernanda Pivano ha continuato la sua opera di diffusione di cultura e di promozione di nuovi talenti narrativi (Chuck Palahniuk, David Foster Wallace, Bret Easton Ellis).</p>
<div id="attachment_99" class="wp-caption alignleft" style="width: 172px"><img class="size-full wp-image-99  " style="margin-left: 2px;margin-right: 2px" title="fernanda-pivano" src="http://www.salutiamoli.it/files/2009/08/fernanda-pivano.jpg" alt="fernanda-pivano" width="162" height="241" /><p class="wp-caption-text">Fernanda Pivano e De Andrè</p></div>
<p style="text-align: justify">Con Fernanda Pivano scompare una delle figure di donna più interessanti e positive del secolo scorso, capace di cogliere le sfumature più profonde della cultura americana e di tramandarle con il sorriso, una donna che ha ‘vissuto’ la storia ed ha intrecciato profondamente la sua vita con i suoi protagonisti più lucenti.</p>
<p style="text-align: justify">I funerali di Fernanda Pivano si svolgeranno venerdì nella sua Genova (dove era nata il 18 luglio 1917) nella basilica dell&#8217;Assunta in Carignano, la stessa dove si celebrò dieci anni fa il funerale del suo grande amico <strong>Fabrizio De Andrè</strong> “il più grande poeta italiano del Novecento” come lei ha sempre amato definirlo.</p>
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		<title>Addio a Riccardo Cassin, il grande alpinista italiano</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Aug 2009 15:55:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>salutiamoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[90 - 100 anni]]></category>
		<category><![CDATA[alpinista]]></category>
		<category><![CDATA[medaglia d'oro valore atletico]]></category>
		<category><![CDATA[Monte Bianco]]></category>
		<category><![CDATA[morto di vecchiaia]]></category>
		<category><![CDATA[Piccolissima Lavaredo]]></category>
		<category><![CDATA[Riccardo Cassin]]></category>
		<category><![CDATA[sperone Walker]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ morto a 100 anni il leggendario alpinista italiano Riccardo Cassin. Era nato il 2 gennaio 1909 a San Vito al Tagliamento, da una famiglia di umili origine. All’attivo aveva oltre 2.500 cime conquistate, cento della quali ancora inviolate. Le sue imprese si perdono nel mito e nella leggenda. Nel 1934 in compagnia di Vitali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-96" title="riccardo-cassin1" src="http://www.salutiamoli.it/files/2009/08/riccardo-cassin1.jpg" alt="riccardo-cassin1" width="443" height="330" /></p>
<p style="text-align: justify">E’ morto a 100 anni il leggendario alpinista italiano <strong>Riccardo Cassin</strong>. Era nato il 2 gennaio 1909 a San Vito al Tagliamento, da una famiglia di umili origine. All’attivo aveva <strong>oltre 2.500 cime conquistate</strong>, cento della quali ancora inviolate. Le sue imprese si perdono nel mito e nella leggenda.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-95"></span></p>
<p style="text-align: justify">Nel 1934 in compagnia di Vitali e Pozzi scalò la cima <em>Piccolissima Lavaredo</em> attraverso una nuova via sulla parete sud-est. La sua impresa più gloriosa però è quella del 1928, quando affrontò il massiccio del <strong>Monte Bianco</strong>, scalando lo sperone Walker della parete nord delle Grandes Jorasses. Nel 1961 raggiunse la vetta del Monte McKinley in Alaska, la montagna più alta del Nord America (6.194 metri). Nel 1987, alla veneranda età di 78 anni, tornò a scalare il Pizzo Badile, come aveva fatto già cinquant’anni prima.</p>
<p style="text-align: justify">Riccardo Cassin è stato insignito più volte con la <strong>medaglia d&#8217;oro al valore atletico</strong> ed è pure stato nominato grande ufficiale della Repubblica.</p>
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		<title>E&#039; morta l&#039;ultima superstite del Titanic, Millvina Dean</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Jun 2009 13:49:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>salutiamoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Persone Comuni]]></category>
		<category><![CDATA[90 - 100 anni]]></category>
		<category><![CDATA[Elizabeth Gladys Dean]]></category>
		<category><![CDATA[morto di vecchiaia]]></category>
		<category><![CDATA[ospizio]]></category>
		<category><![CDATA[Titanic]]></category>

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		<description><![CDATA[La storia del Titanic non ha mai smesso di affascinare. Con la morte di Elizabeth Gladys Dean, nota come Millvina Dean se ne va l’ultima sopravvissuta del naufragio del Titanic, l’ultima “testimone” di quell’incredibile incidente entrato a pieno titolo nella storia. Millvina Dean era nata il 2 febbraio 1912 ed aveva appena 2 mesi quando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="aligncenter size-full wp-image-73" title="millvina" src="http://www.salutiamoli.it/files/2009/06/millvina.jpg" alt="millvina" width="300" height="230" /></p>
<p style="text-align: justify">La storia del <strong>Titanic </strong>non ha mai smesso di affascinare. Con la morte di <strong>Elizabeth Gladys Dean</strong>, nota come <strong>Millvina Dean</strong> se ne va l’ultima sopravvissuta del naufragio del Titanic, l’ultima “testimone” di quell’incredibile incidente entrato a pieno titolo nella storia.</p>
<p style="text-align: justify">Millvina Dean era nata il 2 febbraio 1912 ed aveva appena 2 mesi quando il Titanic affondò, il <strong>15 aprile 1912</strong>, dopo avere urtato un iceberg. La famiglia stava compiendo il viaggio della speranza verso il sogno americano. Nell’incidente, in cui persero la vita 1.517 persone, morirono il padre Bertram mentre la madre e la sorella sopravvissero e tornarono a Southampotn, dove Millvina trascorse poi quasi tutta la sua vita.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-72"></span></p>
<p style="text-align: justify">Poco tempo fa la sua storia era tornata agli onori delle cronache a causa del rischio di allontanamento dalla casa di riposo che la ospitava perché troppo esosa per le sue scarse finanze. Al suo caso si erano interessati anche i protagonisti del Colossal Titanic, <strong>Leonardo di Caprio</strong> e <strong>Kate Winslet,</strong> ed il regista <strong>David Cameron</strong> con un appello in suo favore e la costituzione di un fondo da 30mila dollari per sostenere la signora Dean.</p>
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