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	<title>Salutiamoli &#187; 70 &#8211; 80 anni</title>
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	<description>Lascia un ultimo saluto a personaggi che hanno inciso sulla tua vita</description>
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		<title>E&#039; morta Alda Merini, la poetessa degli esclusi</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 09:53:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>salutiamoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Artisti e Scrittori]]></category>
		<category><![CDATA[70 - 80 anni]]></category>
		<category><![CDATA[Alda Merini]]></category>
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		<description><![CDATA[Alda Merini era considerata la più grande poetessa italiana vivente. E’ morta domenica pomeriggio all’Ospedale San Paolo di Milano dove era ricoverata da una decina di giorni per l’aggravarsi delle sue condizioni di salute a causa del tumore osseo che l’aveva colpita da tempo. Aveva 78 anni. Una vita segnata dalla malattia mentale e dall’indigenza, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-266" title="Alda Merini" src="http://www.salutiamoli.it/files/2009/11/Alda-Merini.jpg" alt="Alda Merini" width="436" height="286" /></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Alda Merini</strong> era considerata la più grande <strong>poetessa</strong> italiana vivente. E’ morta domenica pomeriggio all’Ospedale San Paolo di Milano dove era ricoverata da una decina di giorni per l’aggravarsi delle sue condizioni di salute a causa del tumore osseo che l’aveva colpita da tempo. Aveva 78 anni.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-268"></span>Una vita segnata dalla <strong>malattia mentale e dall’indigenza</strong>, in cui si era rifugiata per indifferenza alle comodità e all’agio negli ultimi anni della sua esistenza. Alda Merini era nata a Milano il 21 marzo 1931 (“<em>Sono nata il ventuno a primavera ma non sapevo che nascere folle, aprire le zolle potesse scatenar tempesta</em>”) da una famiglia poco abbiente e già dalla più tenera età aveva dato dimostrazione delle sue incredibili doti poetiche. Il suo primo vero incontro con il mondo letterario avvenne a 16 anni quando la cugina di Ada Negri, Silvana Rovelli, fece leggere alcune sue composizioni poetiche ad Angelo Romanò che a sua volta le sottopose a <strong>Giacinto Spagnoletti</strong>, considerato il vero scopritore della Merini. La sua prima raccolta di poesie &#8220;<strong>La presenza di Orfeo</strong>&#8221; (1953) ebbe subito un enorme successo di critica.</p>
<p style="text-align: justify">Per tutta la sua vita Alda Merini ha cantato gli esclusi forse perché ha vissuto sulla sua pelle il significato profondo dell’esclusione dato dalla sua situazione mentale. Ha conosciuto <strong>l’internamento in <img class="size-full wp-image-267 alignright" title="Alda Merini by Guido Harari" src="http://www.salutiamoli.it/files/2009/11/Alda-Merini-by-Guido-Harari.jpg" alt="Alda Merini by Guido Harari" width="240" height="298" />ospedale psichiatrico</strong> già nel 1947 a Villa Turro ed ha sempre alternato in seguito periodi di salute e malattia fino al 1979 data in cui ha ricominciato a scrivere producendo i suoi testi più ispirati ed intensi. Ne “<strong>La Terra Santa</strong>”, pubblicato da Vanni Scheiwiller nel 1984, considerato a giusta ragione il suo capolavoro, ha raccontato l’esperienza del manicomio (“<em>Io sono certa che nulla più soffocherà la mia rima, il silenzio l’ho tenuto chiuso per anni nella gola come una trappola da sacrificio,è quindi venuto il momento di cantare una esequie al passato</em>”), che l’è valso, nel 1993, il <strong>Premio Librex-Guggenheim &#8220;Eugenio Montale&#8221; per la Poesia</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">La lotta tra il riconoscimento di critica e di pubblico alla sua eccezionale ed unica capacità poetica e le sue difficoltà nella vita reale aggravate dalla sua malattia ha contraddistinto tutta la sua esistenza ma ha anche regalato al mondo una delle sue voci migliori. Fin dai primi anni del suo lavoro, ha conosciuto ed è stata sostenuta da maestri come<strong> Quasimodo, Montale e Manganelli</strong> che promossero la pubblicazione di molte sue opere. Della sua produzione poetica si possono citare &#8220;Paura di Dio&#8221; (Scheiwiller, 1955), &#8220;Nozze romane&#8221; (Schwarz, 1955), &#8220;Tu sei Pietro&#8221; (Scheiwiller&#8221;, 1962), &#8220;Testamento&#8221; (Crocetti, 1988), &#8220;Vuoto d&#8217;amore&#8221; (Einaudi , 1991), &#8221; Ballate non pagate&#8221; (Einaudi, 1955 ), &#8220;Fiore di poesia 1951-1997&#8243;, &#8220;Superba è la notte&#8221;, &#8220;L’anima innamorata&#8221;, &#8220;Corpo d’amore&#8221;, &#8220;Un incontro con Gesu&#8221;, &#8220;Magnificat. Un incontro con Maria&#8221;, &#8220;La carne degli Angeli&#8221;, &#8220;Più bella della poesia è stata la mia vita&#8221;, &#8220;Clinica dell’abbandono&#8221; e &#8220;Folle, folle, folle d’amore per te. Poesie per giovani innamorati&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify">Nella sua incredibile carriere Alda Merini si è cimentata anche con la prosa componendo &#8220;L’altra verita&#8221;. &#8220;Diario di una diversa&#8221;, &#8220;Delirio amoroso&#8221;, &#8220;Il tormento delle figure&#8221;, &#8220;Le parole di Alda Merini&#8221;, &#8220;La pazza della porta accanto&#8221; (con il quale vinse il <strong>Premio Latina 1995</strong> e fu finalista al Premio Rapallo 1996), &#8220;La vita facile&#8221;, &#8220;Lettere a un racconto. Prose lunghe e brevi&#8221; e &#8220;Il ladro Giuseppe. Racconti degli anni Sessanta&#8221; e con gli aforismi &#8220;Aforismi e magie&#8221;. Nel 1996<strong> fu anche proposta per il Premio Nobel per la Letteratura </strong>dall’Academie Francaise. Uno dei suoi ultimi lavori è stata, invece, una poesia dedicata a <strong>Mike Buongiorno</strong>, <em>Addio Mike,</em> il re del quiz <strong><a title="Biografia di Mike Buongiorno" href="http://www.salutiamoli.it/cinema-spettacolo/e-morto-mike-bongiorno/" target="_blank">morto l&#8217;8 settembre scorso</a></strong>. Di seguito i versi della Merini:</p>
<h3 style="text-align: justify">Addio Mike</h3>
<p style="text-align: justify">Amico dei nostri giorni migliori, addio<br />
Giovane come noi<br />
Malato di tormenti imprecisi<br />
Hai portato l’America in Italia<br />
Nelle nostre povere case<br />
Quando non c’era niente<br />
Quelle sere passate davanti alla televisione<br />
Quelle noiosissime serate passate in casa<br />
Erano rallegrate allora<br />
da questa vivacissima marionetta<br />
Che parlava l’inglese<br />
Che parlava tutti i linguaggi possibili<br />
E soprattutto quello della famiglia<br />
Hai addolcito il nostro mondo<br />
Che era fatto di inedia e crepacuore<br />
Sei stato un agente della cultura<br />
e pochi l’hanno capito<br />
C’era il cuore in Mike Bongiorno<br />
C’era la nostra famiglia italiana<br />
C’erano le nostre tavolate<br />
Ci riunivamo per guardarti<br />
Giovani, vecchi e bambini<br />
che si tenevano per mano<br />
Abbiamo perso un amico, un grandissimo amico<br />
Non ti dimenticheremo mai<br />
I tuoi errori, le tue gaffes<br />
Sono gli errori che hanno fatto gli Italiani<br />
A cui tu hai voluto bene come un padre<br />
Come uno strano profeta<br />
Eri tu con le sue trovate geniali<br />
Che parlavi di un grande avvenire<br />
Di cui non sappiamo più nulla</p>
<p><strong>Terra Santa</strong><br />
Ho conosciuto Gerico,<br />
ho avuto anch&#8217;io la mia Palestina,<br />
le mura del manicomio<br />
erano le mura di Gerico<br />
e una pozza di acqua infettata<br />
ci ha battezzati tutti.<br />
Lì dentro eravamo ebrei<br />
e i Farisei erano in alto<br />
e c&#8217;era anche il Messia<br />
confuso dentro la folla:<br />
un pazzo che urlava al Cielo<br />
tutto il suo amore in Dio.<br />
Noi tutti, branco di asceti<br />
eravamo come gli uccelli<br />
e ogni tanto una rete<br />
oscura ci imprigionava<br />
ma andavamo verso la messe,<br />
la messe di nostro Signore<br />
e Cristo il Salvatore.<br />
Fummo lavati e sepolti,<br />
odoravamo di incenso.<br />
E dopo, quando amavamo<br />
ci facevano gli elettrochoc<br />
perché, dicevano, un pazzo<br />
non può amare nessuno.<br />
Ma un giorno da dentro l&#8217;avello<br />
anch&#8217;io mi sono ridestata<br />
e anch&#8217;io come Gesù<br />
ho avuto la mia resurrezione,<br />
ma non sono salita ai cieli<br />
sono discesa all&#8217;inferno<br />
da dove riguardo stupita<br />
le mura di Gerico antica.<br />
Le dune del canto si sono chiuse,<br />
o dannata magia dell&#8217;universo,<br />
che tutto può sopra una molle sfera.<br />
Non venire tu quindi al mio passato,<br />
non aprirai dei delta vorticosi,<br />
delle piaghe latenti, degli accessi<br />
alle scale che mobili si dànno<br />
sopra la balaustra del declino;<br />
resta, potresti anche essere Orfeo<br />
che mi viene a ritogliere dal nulla,<br />
resta o mio ardito e sommo cavaliere,<br />
io patisco la luce, nelle ombre<br />
sono regina ma fuori nel mondo<br />
potrei essere morta e tu lo sai<br />
lo smarrimento che mi prende pieno<br />
quando io vedo un albero sicuro.<br />
Alda Merini da &#8220;<em>La Terra Santa</em>&#8220;, 1984</p>
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		<title>Morto Edward (Ted) Kennedy</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Aug 2009 15:15:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>salutiamoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politici]]></category>
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		<description><![CDATA[Questa notte, nel Massachussets, è morto il senatore statunitense Edward Kennedy, detto Ted. Aveva un tumore al cervello ed era il fratello piu&#8217; giovane di John Kennedy, il presidente ucciso nel 1963 a Dallas, e Robert (detto &#8220;Bob&#8221; ) anch&#8217;egli assassinato nel giugno 1968 a Los Angeles. Nei giorni scorsi, avendo compreso che la sua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa notte, nel Massachussets, è morto il senatore statunitense Edward Kennedy, detto Ted. Aveva un tumore al cervello ed era il fratello piu&#8217;  giovane di John Kennedy, il presidente ucciso nel 1963 a Dallas, e Robert (detto &#8220;Bob&#8221; ) anch&#8217;egli assassinato nel  giugno 1968 a Los Angeles.</p>
<p><span id="more-106"></span></p>
<p>Nei giorni scorsi, avendo compreso che la sua morte era prossima, aveva rivolto un appello al congresso perché il suo posto di senatore venisse sostituito al più presto: accanito sostenitore di Obama non voleva che mancasse il suo voto per la riforma della sanità pubblica statunitense.</p>
<ul>
<li>Il comunicato Ansa sulla <a title="Annucio Morte Ted Kennedy" href="http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/topnews/news/2009-08-26_126384134.html" target="_blank">Morte di Ted Kennedy</a></li>
<li><a title="Morto Ted Kennedy" href="http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/topnews/news/2009-08-26_126384134.html" target="_blank">Addio a Ted Kennedy, l&#8217;ultimo patriarca</a>: il commento su Repubblica</li>
<li><a title="Biografia Ted Kennedy" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ted_Kennedy" target="_blank">La biografia di Ted Kennedy</a></li>
</ul>
<div id="attachment_107" class="wp-caption aligncenter" style="width: 479px"><img class="size-full wp-image-107 " title="ted-kennedy" src="http://www.salutiamoli.it/files/2009/08/ted-kennedy.jpg" alt="Ted Kennedy in una Foto recente" width="469" height="322" /><p class="wp-caption-text">Ted Kennedy in una Foto recente</p></div>
<div id="attachment_108" class="wp-caption aligncenter" style="width: 408px"><img class="size-full wp-image-108   " title="john-bob-ted-kennedy" src="http://www.salutiamoli.it/files/2009/08/john-bob-ted-kennedy.jpg" alt="Ted Kennedy con i fratelli John e Bob" width="398" height="486" /><p class="wp-caption-text">Ted Kennedy con i fratelli John e Bob</p></div>
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		<title>Morto suicida David Carradine, protagonista di Kill Bill</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 14:55:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>salutiamoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[70 - 80 anni]]></category>
		<category><![CDATA[Alias]]></category>
		<category><![CDATA[David Carradine]]></category>
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		<category><![CDATA[Keith Carradine]]></category>
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		<category><![CDATA[suicidio]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;attore David Carradine, 73 anni, famoso per il ruolo di Kwai Chang Caine nel serial cult degli anni ’70 Kung Fu ma soprattutto per avere interpretato Bill in Kill Bill vol.1 e vol. 2 di Quentin Tarantino è stato trovato morto in una camera d&#8217;albergo a Bangkok. Secondo fonti vicine all’Ambasciata USA  David Carradine, figlio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-76" title="david-carradine2" src="http://www.salutiamoli.it/files/2009/06/david-carradine2.jpg" alt="david-carradine2" width="350" height="387" /></p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;attore <strong>David Carradine</strong>, 73 anni, famoso per il ruolo di <strong>Kwai Chang Caine</strong> nel serial cult degli <strong>anni ’70 </strong>Kung Fu ma soprattutto per avere interpretato Bill in Kill Bill vol.1 e vol. 2 di <strong>Quentin Tarantino</strong> è stato trovato morto in una camera d&#8217;albergo a Bangkok.</p>
<p style="text-align: justify">Secondo fonti vicine all’Ambasciata USA  David Carradine, figlio del famoso attore americano <strong>John Carradine</strong> e fratellastro di <strong>Keith</strong>, si sarebbe impiccato. Si trovava nella capitale Thailandese per girare un film. Il portavoce dell&#8217;ambasciata americana Michael Turner ha spiegato che Carradine è morto mercoledì sera tardi o alle prime ore di giovedì, senza aggiungere altri dettagli.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-75"></span></p>
<p style="text-align: justify">Tra le altre parti celebri che lo hanno fatto entrare nella storia del cinema ci sono anche quelle di &#8216;Big&#8217; Bill Shelly in <em>America 1929 &#8211; Sterminateli</em> <em>senza pietà</em> di <strong>Martin Scorsese</strong>, del cantante folk Woody Guthrie in <em>Questa terra è la mia terra </em>del 1976 e di <strong>Abel Rosenberg </strong>nel film di <strong>Ingmar Bergman</strong><em> L&#8217;uovo del serpente </em>del 1977. Tra le sue ultime partecipazioni si segnalano quelle alla serie televisiva Streghe (dove interpretava Tempus) e ad Alias (Conrad).</p>
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		<title>James Graham Ballard</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Apr 2009 10:03:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>salutiamoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non ce l&#8217;ha fatta James Graham Ballard, il famoso scrittore britannico padre del cyberpunk, autore tra i più rappresentativi di quel filone letterario fantascientifico che predilige l’analisi sociologica dell’interazione tra l’uomo e l’ambiente che lo circonda. Si è spento a 78 anni dopo una lunga malattia. Tra i suo romanzi più conosciuti ed apprezzati c&#8217;è  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="aligncenter size-medium wp-image-56" title="jgballard1" src="http://www.salutiamoli.it/wp-content/uploads/2009/04/jgballard1-300x180.jpg" alt="jgballard1" width="300" height="180" /></p>
<p style="text-align: justify">Non ce l&#8217;ha fatta <strong>James Graham Ballard</strong>, il famoso scrittore britannico padre del <strong>cyberpunk</strong>, autore tra i più rappresentativi di quel filone letterario fantascientifico che predilige l’analisi sociologica dell’interazione tra l’uomo e l’ambiente che lo circonda. Si è spento a 78 anni dopo una lunga malattia. Tra i suo romanzi più conosciuti ed apprezzati c&#8217;è  “<strong>L&#8217;impero del sole</strong>” (Empire of the Sun), da cui <strong>Steven Spielberg</strong> ha tratto nel 1987 l&#8217;omonimo film, scritto ripercorrendo la sua esperienza nel campo di prigionia giapponese di Lunghua dove fu internato insieme alla famiglia durante la Seconda Guerra Mondiale.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-53"></span></p>
<p style="text-align: justify"><img class="size-medium wp-image-55 alignright" style="margin-left: 3px;margin-right: 3px" title="jgballard-la-mostra-delle-atrocita" src="http://www.salutiamoli.it/wp-content/uploads/2009/04/jgballard-la-mostra-delle-atrocita-192x300.jpg" alt="jgballard-la-mostra-delle-atrocita" width="192" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify">Tra i suoi lavori si ricordano anche “The Wind From NowherE” (<strong>Vento dal nulla</strong>) del 1962 – che in seguito rinnegò &#8211; “The Drowned World” (<strong>Il mondo sommerso</strong>), “The Burning World” (<strong>Terra bruciata</strong>) e “The Crystal World” (<strong>Foresta di cristallo</strong>). E&#8217; solo nel 1970 però che J. G. Ballard pubblica quello che viene considerato il suo vero capolavoro “The Atrocity Exhibition” (<strong>La mostra delle atrocità</strong>). Il libro è formato da 15 racconti, in ognuno dei quali il protagonista assume un&#8217;identità diversa ( Travis, Talbot, Traven ecc). L&#8217;uomo è attratto da eventi mediatici in grado di modificare lo spazio interiore degli esseri umani: incidenti, attentati, omicidi o suicidi di celebrità rappresentano per lui uno specchio delle sue più intime ossessioni. Una pornografia dell’orrore innestata dalle immagini dei notiziari televisivi, dai titoli ad effetto di quotidiani e riviste. In tutto il libro serpeggia l<strong>&#8216;ossessione maniacale</strong> per la guerra del <strong>Vietnam</strong>, la <strong>psicopatologia</strong>, la pornografia, il <strong>potere dei media</strong>, le vittime di incidenti stradali e le icone del sogno americano. Una curiosità: in questo libro si profetizza l&#8217;elezione a presidente degli USA di Ronald Reagan.</p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;altro grande libro di James Graham Ballard è <strong>Crash</strong> (1973) da cui <strong>David Cronenberg</strong>, nel 1996, ha tratto l&#8217;omonimo film. Anche in questo romanzo il tema  della perversione per le vittime di incidenti stradali e la fusione di carne e macchine la fa da padrone. L&#8217;ultima sua opera, del 2006, è Kingdom Come (<strong>Regno a venire</strong>).</p>
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		<title>Candido Cannavò</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Feb 2009 18:20:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>salutiamoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[70 - 80 anni]]></category>
		<category><![CDATA[Candido Cannavò]]></category>
		<category><![CDATA[direttore]]></category>
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		<category><![CDATA[Franca Cannavò]]></category>
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		<category><![CDATA[Sport]]></category>

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		<description><![CDATA[Si terranno martedì i funerali di Candido Cannavò, storico direttore della Gazzetta dello Sport, scomparso ieri mattina alla clinica Santa Rita di Milano dove era stato ricoverato giovedì scorso a seguito di una emorragia cerebrale. La Camera Ardente è ancora aperta nella sala Montanelli della sede di Rcs a Milano per consentire a parenti, amici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-20" title="Candido Cannavò" src="http://www.salutiamoli.it/wp-content/uploads/2009/02/candido-cannavo-200x300.jpg" alt="Candido Cannavò" width="200" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify">Si terranno martedì i funerali di <a title="Candido Cannavò: un ricordo" href="http://www.rugbylist.it/storie-di-rugby/amici-rugby/candido-cannavo-un-ricordo-200862/" target="_blank"><strong>Candido Cannavò</strong></a>, storico direttore della <strong>Gazzetta dello Sport,</strong> scomparso ieri mattina alla clinica Santa Rita di Milano dove era stato ricoverato giovedì scorso a seguito di una <strong>emorragia cerebrale</strong>. La Camera Ardente è ancora aperta nella <em>sala Montanelli</em> della sede di Rcs a Milano per consentire a parenti, amici e lettori di andare a porgergli l&#8217;ultimo saluto.Candido Cannavò aveva 78 anni ed aveva guidato il quotidiano sportivo più famoso d&#8217;Italia per ben 19 anni per diventarne poi un editorialista. Nelle ultime ore, al suo capezzale, si sono riuniti tutti i membri della sua bella famiglia, la moglie Franca e i tre figli Alessandro, Marilisa e Marco.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-19"></span></p>
<p style="text-align: justify">Nato a Catania nel novembre 1930, Cannavò ha iniziato la carriera giornalistica giovanissimo (1949), sulle pagine de <em><strong>La Sicilia</strong></em> dove si occupava di sport ma anche di temi sociali e costume. Nel 1955 era già entrato a fare parte della redazione della Gazzetta come corrispondente e nel 1981 ne è diventato vicedirettore. Nel 1983 ha preso il posto di direttore andando a sostituire Gino Palumbo. Negli anni della sua direzione, la Gazzetta dello Sport ha raggiunto una popolarità senza precedenti, diventando il quotidiano sportivo più diffuso in Europa.</p>
<p style="text-align: justify">
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