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	<title>Salutiamoli &#187; Sport</title>
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	<description>Lascia un ultimo saluto a personaggi che hanno inciso sulla tua vita</description>
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		<title>Marco Simoncelli ci ha lasciato sul circuito di Sepang</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 10:41:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Marco Simoncelli ci ha lasciato da circa 24 ore, portato via da un incidente in pista, a Sepang in Malesia, uno di quelli che non si possono evitare. Aveva solo 24 anni, 17 dei quali passati a correre in pista, tra minimoto, campionati italiani e motomondiale, sempre accompagnato dal papà Paolo, suo primo sostenitore, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-534" src="http://www.salutiamoli.it/files/2011/10/simoncelli.jpg" alt="" width="500" height="350" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Marco Simoncelli</strong> ci ha lasciato da circa 24 ore, portato via da un<strong> incidente in pista</strong>, a Sepang in Malesia, uno di quelli che non si possono evitare. Aveva solo<strong> 24 anni</strong>, 17 dei quali passati a correre in pista, tra minimoto, campionati italiani e motomondiale, sempre accompagnato dal <strong>papà Paolo</strong>, suo primo sostenitore, che ora lo piange disperatamente insieme a tutti coloro che l&#8217;hanno conosciuto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LA MORTE –</strong> Simoncelli è rimasto coinvolto in un gravissimo incidente nel corso del <strong>MotoGp di Sepang</strong>: il <strong>Sic</strong>, come era stato ribattezzato, ha perso il controllo della moto in uscita di curva. Sia la gomma anteriore che la posteriore hanno perso aderenza in un primo momento, portando il pilota verso l&#8217;esterno. A questo punto però, forse per un estremo tentativo di Simoncelli di rimanere in sella, le gomme si sono di nuovo ancorate a terra, e hanno imposto alla moto una <strong>traiettoria</strong> strettissima: il Sic è ripiombato in mezzo alla pista, proprio mentre stavano sopraggiungendo, in piena accelerazione <strong>Colin Edwards</strong> e <a title="Valentino Rossi: dopo il MotoGp passeò al rally" href="http://www.fulmicotone.com/altri-sport/motori/valentino-rossi-dopo-il-motogp-passero-al-rally/" target="_blank"><strong>Valentino Rossi</strong></a>. Entrambi hanno investito Simoncelli, che nell&#8217;impatto ha perso il casco ed è rimasto a terra incosciente. I soccorsi sono stati immediati, ma Marco è arrivato in ambulanza e poi alla clinica mobile già in arresto cardiorespiratorio. I disperati tentativi di rianimazione sono durati circa 45 minuti, senza risultato: alle 10,56 ora italiana  del 23 ottobre 2011 il Sic è stato dichiarato morto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LE POLEMICHE –</strong> La tragedia che ha colpito Simoncelli ha riaperto le discussioni sulla <strong>pericolosità intrinseca degli sport di velocità</strong>, e del motociclismo in particolare. Sebbene i progressi nella <a title="Intervista a Massa dopo l'incidente" href="http://www.fulmicotone.com/altri-sport/motori/foto-e-video-intervista-a-massa-dopo-lincidente/" target="_blank"><strong>sicurezza dei piloti</strong></a> siano stati sostanziali negli ultimi anni, i piloti rischiano ancora la vita: non esiste infatti la possibilità di <strong>proteggere la regione cervicale</strong>, quella in cui Sic è stato investito. Alcuni osservatori hanno però sottilineato due possibili con-cause dell&#8217;incidente: la scarsa<strong> performanza delle gomme</strong> (si era solo al secondo giro e Sic montava la gomma dura, quella più difficile da mandare in temperatura), e il possibile<strong> intervento dell&#8217;elettronica</strong>, che avrebbe favorito la ripresa di aderenza delle gomme del Sic, che lo hanno dunque trascinato verso il centro della pista.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL CORDOGLIO –</strong> Per la sua <strong>simpatia</strong> e per il suo <strong>talento</strong>, Marco Simoncelli era uno dei personaggi più amati del mondo delle corse, forse secondo soltanto a Valentino Rossi, di cui era considerato l&#8217;erede a tutti gli effetti. Messaggi di cordoglio sono arrivati alla famiglia da tutto il mondo dello Sport italiano, dai colleghi piloti ai calciatori, dal presidente del Coni Gianni Petrucci al presidente della Ferrari Montezemolo.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-533" src="http://www.salutiamoli.it/files/2011/10/simoncelli-rossi.jpg" alt="" width="400" height="266" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LA VITA –</strong> Simoncelli è nato il 20 gennaio 1987 a <strong>Cattolica</strong>, nel pieno centro di quel lembo di terra che ha regalato all&#8217;Italia i suoi più grandi piloti di moto (da Rossi a Capirossi a Melandri a Dovizioso). La sua famiglia (papà, mamma e una sorellina) vive a Coriano, un paesino della Riviera, dove Simoncelli è sempre stato di casa. Simoncelli comincia a correre all&#8217;età di 7 anni con le <strong>minimoto</strong>, a 12 anni vince il suo primo titolo italiano, sempre nelle minimoto.</p>
<p style="text-align: justify;">Passa alle moto dei grandi a 14 anni, e si fa notare in fretta, con buoni piazzamenti nel <strong>campionato 125 GP</strong>. Nel 2002, a soli 15 anni, vince il campionato europeo 125cc e debutta nel Motomondiale, in cui correrà stabilmente a partire dall&#8217;anno successivo. Nel 2004 vince la sua prima gara a Jerez, sotto una pioggia torrenziale. Si ripete nel 2005, ancora ad Jerez, ma non riesce a trovare continuità di rendimento, soprattutto a causa delle tante cadute.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2006 passa in <strong>250cc</strong> (che gli si addice di più, vista l&#8217;altezza notevole), ma i primi due anni sono avari di risultati. Il 2008 invece è il suo anno migliore: nonostante una partenza con due cadute nelle prime due gare, è protagonista di una splendida rimonta, che lo porta a vincere il Mondiale, con un totale di sei vittorie e 12 podi in 17 gare. L&#8217;anno successivo è protagonista di una bella lotta per la riconferma iridata contro Aoyama, dalla quale esce però perdente, seppur con sei vittorie all&#8217;attivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2010 passa alla<strong> MotoGp</strong> del <strong>Team Honda Gresini</strong>: il primo anno “di studio” è concluso con un quarto posto come miglior piazzamento, e un ottavo posto in classifica generale. Il 2011 lo vede invece protagonista, grazie a una Honda molto più performante, e a una maggiore confidenza con la categoria. Ottiene due pole position e due podi (un secondo e un terzo posto), ma colleziona anche tante cadute, tirandosi addosso spesso le ire dei colleghi (a volte strumentali e campate in aria). Proprio quando sembrava pronto per il salto di qualità, a <strong>Sepang</strong> la sua carriera, e la sua giovane vita, si sono interrotte.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-535" src="http://www.salutiamoli.it/files/2011/10/simoncelli-moto.jpg" alt="" width="500" height="350" /></p>
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		<title>E&#8217; morto Bearzot, ct dell&#8217;Italia mondiale</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Dec 2010 14:10:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>linda</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è spento a 83 anni Enzo Bearzot, il grande allenatore campione del mondo dell&#8217;Italia nel 1982. Era gravemente malato da tempo. CT della nazionale italiano dal &#8217;75 al 1986. Il primo successo fu il quarto posto in Argentina, mondiale in cui furono lanciati giovani talenti come Gentile, Scirea, Cabrini, Tardelli e Paolo Rossi. Un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a rel="attachment wp-att-403" href="http://www.salutiamoli.it/sport-sportivi/e-morto-bearzot-ct-dellitalia-mondiale/attachment/bearzot_pertini/"><img class="size-medium wp-image-403 aligncenter" src="http://www.salutiamoli.it/files/2010/12/Bearzot_Pertini-300x240.jpg" alt="" width="300" height="240" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Si è spento a 83 anni<strong> Enzo Bearzot</strong>, il grande allenatore <strong>campione del mondo</strong> dell&#8217;Italia nel 1982. Era gravemente malato da tempo. CT della nazionale italiano dal &#8217;75 al 1986. Il primo successo fu il quarto posto in Argentina, mondiale in cui furono lanciati giovani talenti come <strong>Gentile, Scirea, Cabrini, Tardelli</strong> e<strong> Paolo Rossi</strong>. Un gruppo di giocatori meravigliosi che riuscì a portare alla vittoria mondiale l&#8217;Italia nel 1982.</p>
<p style="text-align: justify">Enzo Bearzot lascia un vuoto incolmabile nel mondo dello sport italiano ed in tutti quelli che non si adeguano al calcio moderno ma rimangono legati a figure romantiche, integre e soprattutto oneste.</p>
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		<title>Lutto nel ciclismo. E&#039; morto il Ct Franco Ballerini</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 09:48:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>salutiamoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se ne è andato per colpa di un tragico incidente di rally il commissario tecnico della Nazionale di ciclismo Franco Ballerini, a pochi mesi dall&#8217;improvvisa morte di un altro amatissimo ct nazionale, Alberto Castagnetti. Da due anni il 45enne Ballerini si era appassionato al rally e ieri, insieme al pilota Alessandro Ciardi, che si trovava [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="size-full wp-image-330 aligncenter" title="Franco Ballerini" src="http://www.salutiamoli.it/files/2010/02/Franco-Ballerini.jpg" alt="Franco Ballerini" width="352" height="354" /></p>
<p style="text-align: justify">Se ne è andato per colpa di un tragico incidente di rally il commissario tecnico della Nazionale di ciclismo <strong>Franco Ballerini</strong>, a pochi mesi dall&#8217;improvvisa morte di un altro amatissimo ct nazionale, <strong><a title="Lascia un saluto ad Alberto Castagnetti" href="http://www.salutiamoli.it/sport-sportivi/limprovvisa-scomparsa-del-ct-alberto-castagnetti/" target="_blank">Alberto Castagnetti</a></strong>. Da due anni il 45enne Ballerini si era appassionato al rally e ieri, insieme al pilota <strong>Alessandro Ciardi</strong>, che si trovava alla guida di una Renault New Clio della scuderia Alex Group, stava affrontando  il primo <em>Rally Ronde di Larciano</em>. L’incidente si è verificato dopo circa 6 chilometri dall’inizio della prova speciale, verso le 9. Ciardi uscendo da una curva è salito con l’auto sull’erba del bordo e ha così perso il controllo della Clio. La vettura è andata a schiantarsi contro il muro di una villa alla velocità di circa 120 chilometri orari proprio dalla parte di Ballerini. Il ct ha riportato un <strong>politrauma con fratture alla base cranica, al torace, e agli arti inferiori</strong> e nonostante l’intervento di rianimazione è spirato durante il trasporto all’ospedale di Pistoia il Ceppo. La causa della morte è da attribuire alla frattura del rachide cervicale.</p>
<p style="text-align: justify">Franco Ballerini, nato a Firenze nel 1964 era<strong> ct della nazionale di ciclismo dal 2001</strong>. In questi anni ha fatto vincere alla nostra nazionale quattro ori mondiale ed uno olimpico. Il primo successo già nel 2001 con l’argento di Bettini ai Mondiali di Lisbona 2001, poi l&#8217;oro con Cipollini a Zolder 2002, il titolo olimpico con Bettini ad Atene 2004, il bronzo iridato con Paolini a Verona 2004, gli ori con Bettini ai Mondiali di Salisburgo 2006 e Stoccarda 2007, poi quello di Ballan a Varese 2008 con Cunego al secondo posto, doppietta preceduta dall&#8217;argento olimpico di Rebellin a Pechino 2008. Un tecnico carismatico con una grande conoscenza del mondo del ciclismo.</p>
<p>Anche da corridore Ballerini ha lasciato un segno indelebile nel mondo del ciclismo professionistico. In Francia l’avevano persino soprannominato <strong>Monsieur Roubaix</strong> dopo che aveva vinto meritatamente la classica del pavè nel 1995 e 1998. Una gara massacrante e terribile che solo un grande ciclista come lui poteva dominare per tanti anni. Alla fine della sua ultima <em>Parigi-Roubaix </em>nel 2001 all’ingresso nel velodromo fu accolto dall&#8217;ovazione dei tifosi francesi malgrado il vincitore Servais Knaven fosse ormai giunto al traguardo da qualche minuto e lui si fosse piazzato solo 32esimo. Quella fu anche <strong>la sua ultima corsa</strong>. Ballerini lascia la moglie e due figli di 16 ed 11 anni a cui va tutto il nostro affetto.</p>
<p>Un video con i grandi successi sportivi di Ballerini</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-333" title="Franco Ballerini2" src="http://www.salutiamoli.it/files/2010/02/Franco-Ballerini2.jpg" alt="Franco Ballerini2" width="366" height="244" /></p>
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		<title>Eddie Fatu: forse l&#039;abuso di droghe la causa della morte</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 10:27:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>salutiamoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
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		<description><![CDATA[Venerdì scorso è morto Eddie Fatu, leggenda del wrestling mondiale e noto con il nome di Umaga. Aveva appena 36 anni ma con i suoi 160 chilogrammi, seppur distribuiti su 193 cm di altezza, e problemi di alcol e droga il suo cuore non ha retto. E’ stata la moglie a trovarlo esamine sul divano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="aligncenter size-full wp-image-287" title="Edward Fatu1" src="http://www.salutiamoli.it/files/2009/12/Edward-Fatu11.jpg" alt="Edward Fatu1" width="267" height="400" /></p>
<p style="text-align: justify">Venerdì scorso è morto <strong>Eddie Fatu</strong>, leggenda del <strong>wrestling mondiale</strong> e noto con il nome di<strong> Umaga</strong>. Aveva appena 36 anni ma con i suoi 160 chilogrammi, seppur distribuiti su 193 cm di altezza, e problemi di alcol e droga il suo cuore non ha retto. E’ stata la moglie a trovarlo esamine sul divano di caso con sangue al naso e alla bocca.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-286"></span>Non tutti credono alla versione ufficiale della morte per infarto e qualcuno sostiene che potrebbe essere l’abuso di alcol e droghe ad averne causato il decesso. Edward Fatu, infatti, proprio a causa di questi problemi si era allontanato lo scorso giugno dal <strong>WWE</strong> dopo essersi rifiutato di farsi curare in un centro di disintossicazione.  La federazione è molto rigida nei confronti dei propri wrestler e dopo la seconda violazione delle regole del “Wwe Wellness Policy” aveva dovuto prendere provvedimenti.</p>
<p style="text-align: justify">Originario dell’isola di Samoa, Edward Fatu faceva parte di una famosa<strong> famiglia di wrestler Anoa’i</strong>. Era arrivato nel 2002 nella massima federazione mondiale di wrestling, la<strong> Wwe di Vince McMahon</strong>, insieme al cugino Matt. Combattevano in coppia nello show di punta della Wwe con i nomi di Jamal e Rosey, presentandosi come &#8220;Three Minute Warning&#8221; e guardie del corpo dell&#8217;allora manager Eric Bischoff. Dopo alcuni anni passati tra la Tna, principale rivale della federazione di Stamford,, il Giappone e l’Italia, Eddie Fatu aveva fatto ritorno nel 2006 alla Wwe. Nel 2007 ha conquistato il secondo titolo intercontinentale della federazione battendo Jeff Hardy. Nell’ultimo periodo invece si era dedicato esclusivamente alla moglie ed ai figli, a parte una esibizione in Australia in occasione del tour mondiale “Hulkmania” della leggenda del wrestling Hulk Hogan.</p>
<p><strong>Umaga Vs John Cena</strong></p>
<p>UMAGA vs STEVE-O AND CHRIS PONTIUS</p>
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		<title>Alpinismo, è morto Lino Lacedelli</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 09:47:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>salutiamoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nuovo lutto nell’alpinismo italiano. E’ morto all’età di 83 anni, Lino Lacedelli, l&#8217;alpinista ampezzano che insieme alla guida valtellinese Achille Compagnoni aveva conquistato, il 31 luglio 1954, il K2. Questa impresa, la prima ascensione assoluta del K2, la seconda montagna più alta del mondo con i suoi 8.611 metri, lo aveva reso famoso in tutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-279" title="Lino lacedelli" src="http://www.salutiamoli.it/files/2009/11/Lino-lacedelli.jpg" alt="Lino lacedelli" width="250" height="257" /></p>
<p style="text-align: justify"><a title="Addio a Ricacrdo Cassin, il grande alpinista italiano" href="http://www.salutiamoli.it/sport-sportivi/addio-a-riccardo-cassin-il-grande-alpinista-italiano/" target="_blank">Nuovo lutto</a> nell’alpinismo italiano. E’ morto all’età di 83 anni, <strong>Lino Lacedelli</strong>, l&#8217;alpinista ampezzano che insieme alla guida valtellinese <strong>Achille Compagnoni</strong> aveva conquistato, il 31 luglio 1954, il K2. Questa impresa, la prima ascensione assoluta del K2, la seconda montagna più alta del mondo con i suoi 8.611 metri, lo aveva reso famoso in tutto il mondo e gli aveva però procurato numerosi congelamenti alle dita delle mani che gli causaronol’amputazione di un pollice.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-278"></span>Nonostante questo Lino Lacedelli ha continuato nella sua carriera alpinistica. Nel 2004 ha partecipato alla spedizione al K2 in occasione del cinquantesimo anniversario della sua prima scalata ed è riuscito ad arrivare fino al campo base.</p>
<p style="text-align: justify">La morte è sopraggiunta mentre Lacedelli, malato da tempo, si trovava nella sua casa di Cortina d&#8217;Ampezzo. L’estate scorsa infatti era stato <strong>operato al cuore</strong> e nonostante una lunga riabilitazione non si era più ripreso. Per colpa delle sue condizioni di salute precaria nel maggio scorso non era riuscito a dare l’ultimo saluto a Compagnoni, morto all’età di 94 anni il 13 maggio.</p>
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		<title>Frank Vandenbroucke, ucciso da una strana embolia polmonare</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 12:23:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>salutiamoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
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		<category><![CDATA[morte misteriosa]]></category>
		<category><![CDATA[tentato suicidio]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ morto in circostanze misteriose in Senegal il ciclista belga Frank VDB Vandenbroucke, nipote dell&#8217;ex ciclista e direttore sportivo Jean-Luc Vandenbroucke. L’avrebbe stroncato all’età di 34 anni un’embolia polmonare, anche se non si conoscono ancora le cause che possono averla originata, mentre era in terra d’Africa per una vacanza. Morto in una stanza d’albergo come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-254" title="Frank Vandenbroucke2" src="http://www.salutiamoli.it/files/2009/10/Frank-Vandenbroucke2.jpg" alt="Frank Vandenbroucke2" width="333" height="482" /></p>
<p style="text-align: justify">E’ morto in <strong>circostanze misteriose</strong> in Senegal il ciclista belga <strong>Frank VDB Vandenbroucke</strong>, nipote dell&#8217;ex ciclista e direttore sportivo Jean-Luc Vandenbroucke. L’avrebbe stroncato all’età di 34 anni un’<strong>embolia polmonare</strong>, anche se non si conoscono ancora le cause che possono averla originata, mentre era in terra d’Africa per una vacanza. Morto in una stanza d’albergo come il nostro <a title="Il mistero della Morte di Pantani" href="http://www.fulmicotone.com/ciclismo/un-libro-riapre-il-caso-sulla-morte-di-pantani/trackback/" target="_blank">Marco Pantani</a>, la stessa morte avvolta nel mistero, lo stesso passato travagliato, gli stessi problemi con il doping e lo stesso grandioso futuro spezzato all’improvviso da troppi ostacoli insormontabili.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-253"></span>Frank Vandenbroucke era considerato il <strong>ciclista belga più importante della sua generazione</strong> anche se aveva vinto in carriera solo cinquantacinque gare, contando le corse minori. Nel 2005 aveva provato a togliersi la vita dopo la rottura con la moglie. “<em>Sono andato a cercare la bottiglia (di vino) più cara della mia cantina, un Chateau Petrus 1961, ed ho brindato alla mia vita. Avevo chiesto consiglio ad un medico: con l&#8217;insulina doveva essere finita</em>” c’è scritto nella sua autobiografia pubblicata lo scorso anno. Altri tentativi di suicidio, l’ultimo dei quali a giugno 2008.</p>
<p style="text-align: justify">Attualmente Frank Vandenbroucke era alla ricerca di una squadra per poter tornare a gareggiare nel 2010 ed aveva persino chiesto ad <strong>Aldo Sassi</strong>, allenatore del campione del mondo Cadel Evans, di allenarlo e farlo tornare competitivo.</p>
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		<title>L&#039;improvvisa scomparsa del ct Alberto Castagnetti</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 07:02:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E’ morto il commissario tecnico della nazionale italiana  di nuoto Alberto Castagnetti, aveva 66 anni. L’8 settembre scorso era stato operato al cuore, un’operazione programmata da tempo che nessuno avrebbe immaginato con conseguenze così nefaste. Castagnetti è spirato nella sua abitazione di Albizzano, frazione di Negrar (Verona). La mogie Isabella era uscita per delle commissioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-216" title="Alberto Castagnetti" src="http://www.salutiamoli.it/files/2009/10/Alberto-Castagnetti.jpg" alt="Alberto Castagnetti" width="400" height="240" /></p>
<p style="text-align: justify">E’ morto il commissario tecnico della nazionale italiana  di nuoto <strong>Alberto Castagnetti</strong>, aveva 66 anni. L’8 settembre scorso era stato operato al cuore, un’operazione programmata da tempo che nessuno avrebbe immaginato con conseguenze così nefaste. Castagnetti è spirato nella sua abitazione di Albizzano, frazione di Negrar (Verona). La mogie Isabella era uscita per delle commissioni e al suo rientro lo ha trovato purtroppo già morto e non ha potuto fare niente. Castagnetti lascia quattro figli, due avuti dalla prima moglie e due dalla seconda.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-215"></span></p>
<p style="text-align: justify">Il mondo del nuoto italiano è rimasto sconvolto da questa notizia. Tutti amavano la vitalità e la forza di volontà di Alberto Castagnetti. Sotto la sua dirigenza, iniziata nel 1987, il nuoto italiano ha conosciuto un periodo d’oro ed ottenuto incredibili risultati nelle competizioni internazionali, proiettandosi ai vertici del nuoto mondiale. Da atleta Castagnetti, nato a Verona il 3 febbraio 1943, ha partecipato ai Giochi Olimpici di Monaco 1972 e ai Mondiali di Belgrado 1973 e conquistato numerosi titoli italiani. Ma è come commissario tecnico della nazionale di nuoto che Castagnetti fa conoscere al mondo le sue grandi qualità portando nel <strong>medagliere olimpico italiano ben 4 ori, 2 argenti e 7 bronzi.</strong></p>
<p style="text-align: justify">Nella sua storia di Ct ha allenato grandi campioni come Marcello Guarducci, Roberto Gleria, Giorgio Lamberti, Domenico Fioravanti e Filippo Magnini. L’ultima sua grande ‘allieva’ è stata <strong><a title="Notizie su Federica Pellegrini" href="http://www.fulmicotone.com/tag/federica-pellegrini/" target="_blank">Federica Pellegrini</a></strong> dominatrice degli ultimi mondiali di nuoto. Il ricordo di <strong>Massimiliano Rosolino</strong> riassume il sentimento e la tristezza di tutti gli sportivi che hanno conosciuto e amato Alberto Castagnetti: “<em>Questo è uno dei giorni più brutti della mia carriera. Ho perso medaglie importanti, finali olimpiche ma mai ho sentito un vuoto così, un senso di abbandono. Ho perso un amico, una persona verso la quale nutrivo una grandissima stima. La scomparsa di Alberto lascia un vuoto enorme in tutti noi. Personalmente porterò sempre un ricordo vivo di una persona con la quale c&#8217;era un continuo confronto. Alberto era molto esigente, ma era una persona che ti dava tutto e dalla quale ho sempre cercato di prendere esempio. Era un duro, era l&#8217;allenatore dei duri e lo è stato fino all&#8217;ultima vasca. Ci siamo visti qualche giorno prima della sua operazione l&#8217;ho sentito dopo l&#8217;intervento. Mai avrei immaginato cosa sarebbe accaduto</em>”</p>
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		<title>Addio a Riccardo Cassin, il grande alpinista italiano</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Aug 2009 15:55:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>salutiamoli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[90 - 100 anni]]></category>
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		<category><![CDATA[medaglia d'oro valore atletico]]></category>
		<category><![CDATA[Monte Bianco]]></category>
		<category><![CDATA[morto di vecchiaia]]></category>
		<category><![CDATA[Piccolissima Lavaredo]]></category>
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		<description><![CDATA[E’ morto a 100 anni il leggendario alpinista italiano Riccardo Cassin. Era nato il 2 gennaio 1909 a San Vito al Tagliamento, da una famiglia di umili origine. All’attivo aveva oltre 2.500 cime conquistate, cento della quali ancora inviolate. Le sue imprese si perdono nel mito e nella leggenda. Nel 1934 in compagnia di Vitali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-96" title="riccardo-cassin1" src="http://www.salutiamoli.it/files/2009/08/riccardo-cassin1.jpg" alt="riccardo-cassin1" width="443" height="330" /></p>
<p style="text-align: justify">E’ morto a 100 anni il leggendario alpinista italiano <strong>Riccardo Cassin</strong>. Era nato il 2 gennaio 1909 a San Vito al Tagliamento, da una famiglia di umili origine. All’attivo aveva <strong>oltre 2.500 cime conquistate</strong>, cento della quali ancora inviolate. Le sue imprese si perdono nel mito e nella leggenda.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-95"></span></p>
<p style="text-align: justify">Nel 1934 in compagnia di Vitali e Pozzi scalò la cima <em>Piccolissima Lavaredo</em> attraverso una nuova via sulla parete sud-est. La sua impresa più gloriosa però è quella del 1928, quando affrontò il massiccio del <strong>Monte Bianco</strong>, scalando lo sperone Walker della parete nord delle Grandes Jorasses. Nel 1961 raggiunse la vetta del Monte McKinley in Alaska, la montagna più alta del Nord America (6.194 metri). Nel 1987, alla veneranda età di 78 anni, tornò a scalare il Pizzo Badile, come aveva fatto già cinquant’anni prima.</p>
<p style="text-align: justify">Riccardo Cassin è stato insignito più volte con la <strong>medaglia d&#8217;oro al valore atletico</strong> ed è pure stato nominato grande ufficiale della Repubblica.</p>
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		<title>Giovanni Parisi</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Mar 2009 09:15:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>salutiamoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[40 - 50 anni]]></category>
		<category><![CDATA[boxer]]></category>
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		<category><![CDATA[incidente stradale]]></category>
		<category><![CDATA[Olimpiadi Seul]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; scomparso Giovanni Parisi Un grande campione se ne è andato. Ieri sera è morto in un incidente stradale a Voghera il pugile Giovanni Parisi, 42 anni, due volte campione del mondo ed oro alle Olimpiadi di Seul. Parisi si trovava sulla tangenziale di Voghera e, per cause che sono ancora in fase di accertamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-43" title="ITALY OBIT PARISI" src="http://www.salutiamoli.it/wp-content/uploads/2009/03/giovanni-parisi-300x240.jpg" alt="ITALY OBIT PARISI" width="300" height="240" /></p>
<h2 style="text-align: justify"><span style="color: #000000">E&#8217; scomparso Giovanni Parisi</span></h2>
<p style="text-align: justify">Un grande campione se ne è andato. Ieri sera è morto in un incidente stradale a Voghera il pugile <strong>Giovanni Parisi,</strong> 42 anni, due volte campione del mondo ed oro alle <strong>Olimpiadi di Seul</strong>. Parisi si trovava sulla tangenziale di Voghera e, per cause che sono ancora in fase di accertamento da parte della polizia stradale, si è scontrato frontalmente con un camion. Per lui non c&#8217;è stato nulla da fare. Originario di  Vibo Valentia ma da quasi 30 anni residente a Voghera, Parisi era amatissimo dalle persone, un uomo ed uno sportivo di spessore e carattere.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-42"></span></p>
<p style="text-align: justify">Aveva incantato il pubblico italiano con una incredibile tecnica, una velocità straordinaria (tanto da guadagnare il soprannome di <strong>Flash</strong>) ed una sequenza di successi difficilmente replicabili. La grande popolarità era arrivata con la vittoria conquistata a Seul nel 1988 dopo l&#8217;incontro con il rumeno <strong>Daniel Dumitrescu</strong>, superfavorito alla vigilia ma messo al tappeto dopo neanche un round. Una finale olimpica entrata a giusto titolo nella storia del pugilato.</p>
<p style="text-align: justify">Parisi aveva eguagliato, con la vittoria alle Olimpiadi ed i due titoli mondiali conquistati in due diverse categorie (leggeri e superleggeri), <strong>Nino Benvenuti</strong> e si era proiettato nell&#8217;olimpo dei grandi del Pugilato. Solo la sconfitta contro il portoricano <strong>Carlos Santos</strong> gli aveva impedito di conquistare il terzo titolo mondiale e la corona iridata dei pesi <strong>welters Wbo</strong>. Nell&#8217;ottobre 2006, dopo una dura sconfitta ai punti inflittagli dal francese<strong> Frederic Klose</strong>, aveva abbandonato definitivamente la boxe.</p>
<p>Un video-tributo con la finale olimpica di Seul &#8217;88</p>
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		<title>Giacomo Bulgarelli</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Feb 2009 22:43:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>salutiamoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[60-70 anni]]></category>
		<category><![CDATA[bologna FC]]></category>
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		<description><![CDATA[Giacomo Bulgarelli, storica mezzala del Bologna, è morto a 68 anni, dopo una lunga malattia. Lo ricordano i molti tifosi del Bologna e tante persone comuni che lo avevano apprezzato come giocatore e come commentatore televisivo. L&#8217;articolo del Carlino La notiza sul sito del Bologna Football Club Una galleria fotografica Note Biografiche Giacomo Bulgarelli (Portonovo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4" class="wp-caption aligncenter" style="width: 210px"><img class="size-medium wp-image-4" title="giacomo_bulgarelli" src="http://www.salutiamoli.it/wp-content/uploads/2009/02/giacomo_bulgarelli-200x300.jpg" alt="Giacomo Bulgarelli sull'Intrepido" width="200" height="300" /><p class="wp-caption-text">Giacomo Bulgarelli sull&#39;Intrepido</p></div>
<p>Giacomo Bulgarelli, storica mezzala del Bologna, è morto a 68 anni, dopo una lunga malattia.</p>
<p>Lo ricordano i molti tifosi del Bologna e tante persone comuni che lo avevano apprezzato come giocatore e come commentatore televisivo.</p>
<p><span id="more-3"></span></p>
<div id="attachment_5" class="wp-caption aligncenter" style="width: 216px"><img class="size-medium wp-image-5" title="giacomo_bulgarelli_bn" src="http://www.salutiamoli.it/wp-content/uploads/2009/02/giacomo_bulgarelli_bn-206x300.jpg" alt="Bulgarelli in una foto d'epoca" width="206" height="300" /><p class="wp-caption-text">Bulgarelli in una foto d&#39;epoca</p></div>
<p><a title="E' morto Bulgarelli" href="http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/bologna/2009/02/13/151314-morto_giacomo_bulgarelli.shtml" target="_blank">L&#8217;articolo del Carlino</a></p>
<p><a title="Notizia morte Bulgarelli" href="http://www.bolognafc.it/it/news/pagine/5700/Cos%C3%AC-si-gioca-solo-in-Paradiso.html" target="_blank">La notiza sul sito del Bologna Football Club</a></p>
<p><a title="Ricordo di Giacomo Bulgarelli" href="http://multimedia.quotidianonet.ilsole24ore.com/?tipo=photo&amp;media=11104" target="_blank">Una galleria fotografica</a></p>
<h2>Note Biografiche</h2>
<p>Giacomo Bulgarelli (Portonovo di Medicina, 24 ottobre 1940 – Bologna, 12 febbraio 2009) è stato un calciatore italiano, di ruolo centrocampista. Campione europeo con la Nazionale italiana nel 1968. Legò la sua carriera al Bologna, di cui fu a lungo capitano e con cui vinse lo scudetto nel 1964. (segui su <a title="Biografia Giacomo Bulgarelli" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giacomo_Bulgarelli" target="_blank">Wikipedia</a>)</p>
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