Salutiamoli

24 ottobre 2011

Marco Simoncelli ci ha lasciato sul circuito di Sepang

Marco Simoncelli ci ha lasciato da circa 24 ore, portato via da un incidente in pista, a Sepang in Malesia, uno di quelli che non si possono evitare. Aveva solo 24 anni, 17 dei quali passati a correre in pista, tra minimoto, campionati italiani e motomondiale, sempre accompagnato dal papà Paolo, suo primo sostenitore, che ora lo piange disperatamente insieme a tutti coloro che l’hanno conosciuto.

LA MORTE – Simoncelli è rimasto coinvolto in un gravissimo incidente nel corso del MotoGp di Sepang: il Sic, come era stato ribattezzato, ha perso il controllo della moto in uscita di curva. Sia la gomma anteriore che la posteriore hanno perso aderenza in un primo momento, portando il pilota verso l’esterno. A questo punto però, forse per un estremo tentativo di Simoncelli di rimanere in sella, le gomme si sono di nuovo ancorate a terra, e hanno imposto alla moto una traiettoria strettissima: il Sic è ripiombato in mezzo alla pista, proprio mentre stavano sopraggiungendo, in piena accelerazione Colin Edwards e Valentino Rossi. Entrambi hanno investito Simoncelli, che nell’impatto ha perso il casco ed è rimasto a terra incosciente. I soccorsi sono stati immediati, ma Marco è arrivato in ambulanza e poi alla clinica mobile già in arresto cardiorespiratorio. I disperati tentativi di rianimazione sono durati circa 45 minuti, senza risultato: alle 10,56 ora italiana  del 23 ottobre 2011 il Sic è stato dichiarato morto.

LE POLEMICHE – La tragedia che ha colpito Simoncelli ha riaperto le discussioni sulla pericolosità intrinseca degli sport di velocità, e del motociclismo in particolare. Sebbene i progressi nella sicurezza dei piloti siano stati sostanziali negli ultimi anni, i piloti rischiano ancora la vita: non esiste infatti la possibilità di proteggere la regione cervicale, quella in cui Sic è stato investito. Alcuni osservatori hanno però sottilineato due possibili con-cause dell’incidente: la scarsa performanza delle gomme (si era solo al secondo giro e Sic montava la gomma dura, quella più difficile da mandare in temperatura), e il possibile intervento dell’elettronica, che avrebbe favorito la ripresa di aderenza delle gomme del Sic, che lo hanno dunque trascinato verso il centro della pista.

IL CORDOGLIO – Per la sua simpatia e per il suo talento, Marco Simoncelli era uno dei personaggi più amati del mondo delle corse, forse secondo soltanto a Valentino Rossi, di cui era considerato l’erede a tutti gli effetti. Messaggi di cordoglio sono arrivati alla famiglia da tutto il mondo dello Sport italiano, dai colleghi piloti ai calciatori, dal presidente del Coni Gianni Petrucci al presidente della Ferrari Montezemolo.

LA VITA – Simoncelli è nato il 20 gennaio 1987 a Cattolica, nel pieno centro di quel lembo di terra che ha regalato all’Italia i suoi più grandi piloti di moto (da Rossi a Capirossi a Melandri a Dovizioso). La sua famiglia (papà, mamma e una sorellina) vive a Coriano, un paesino della Riviera, dove Simoncelli è sempre stato di casa. Simoncelli comincia a correre all’età di 7 anni con le minimoto, a 12 anni vince il suo primo titolo italiano, sempre nelle minimoto.

Passa alle moto dei grandi a 14 anni, e si fa notare in fretta, con buoni piazzamenti nel campionato 125 GP. Nel 2002, a soli 15 anni, vince il campionato europeo 125cc e debutta nel Motomondiale, in cui correrà stabilmente a partire dall’anno successivo. Nel 2004 vince la sua prima gara a Jerez, sotto una pioggia torrenziale. Si ripete nel 2005, ancora ad Jerez, ma non riesce a trovare continuità di rendimento, soprattutto a causa delle tante cadute.

Nel 2006 passa in 250cc (che gli si addice di più, vista l’altezza notevole), ma i primi due anni sono avari di risultati. Il 2008 invece è il suo anno migliore: nonostante una partenza con due cadute nelle prime due gare, è protagonista di una splendida rimonta, che lo porta a vincere il Mondiale, con un totale di sei vittorie e 12 podi in 17 gare. L’anno successivo è protagonista di una bella lotta per la riconferma iridata contro Aoyama, dalla quale esce però perdente, seppur con sei vittorie all’attivo.

Nel 2010 passa alla MotoGp del Team Honda Gresini: il primo anno “di studio” è concluso con un quarto posto come miglior piazzamento, e un ottavo posto in classifica generale. Il 2011 lo vede invece protagonista, grazie a una Honda molto più performante, e a una maggiore confidenza con la categoria. Ottiene due pole position e due podi (un secondo e un terzo posto), ma colleziona anche tante cadute, tirandosi addosso spesso le ire dei colleghi (a volte strumentali e campate in aria). Proprio quando sembrava pronto per il salto di qualità, a Sepang la sua carriera, e la sua giovane vita, si sono interrotte.

21 dicembre 2010

E’ morto Bearzot, ct dell’Italia mondiale

Filed under: Sport — Tag:, , , , — linda @ 15:10

Si è spento a 83 anni Enzo Bearzot, il grande allenatore campione del mondo dell’Italia nel 1982. Era gravemente malato da tempo. CT della nazionale italiano dal ’75 al 1986. Il primo successo fu il quarto posto in Argentina, mondiale in cui furono lanciati giovani talenti come Gentile, Scirea, Cabrini, Tardelli e Paolo Rossi. Un gruppo di giocatori meravigliosi che riuscì a portare alla vittoria mondiale l’Italia nel 1982.

Enzo Bearzot lascia un vuoto incolmabile nel mondo dello sport italiano ed in tutti quelli che non si adeguano al calcio moderno ma rimangono legati a figure romantiche, integre e soprattutto oneste.

8 febbraio 2010

Lutto nel ciclismo. E' morto il Ct Franco Ballerini

Franco Ballerini

Se ne è andato per colpa di un tragico incidente di rally il commissario tecnico della Nazionale di ciclismo Franco Ballerini, a pochi mesi dall’improvvisa morte di un altro amatissimo ct nazionale, Alberto Castagnetti. Da due anni il 45enne Ballerini si era appassionato al rally e ieri, insieme al pilota Alessandro Ciardi, che si trovava alla guida di una Renault New Clio della scuderia Alex Group, stava affrontando  il primo Rally Ronde di Larciano. L’incidente si è verificato dopo circa 6 chilometri dall’inizio della prova speciale, verso le 9. Ciardi uscendo da una curva è salito con l’auto sull’erba del bordo e ha così perso il controllo della Clio. La vettura è andata a schiantarsi contro il muro di una villa alla velocità di circa 120 chilometri orari proprio dalla parte di Ballerini. Il ct ha riportato un politrauma con fratture alla base cranica, al torace, e agli arti inferiori e nonostante l’intervento di rianimazione è spirato durante il trasporto all’ospedale di Pistoia il Ceppo. La causa della morte è da attribuire alla frattura del rachide cervicale.

Franco Ballerini, nato a Firenze nel 1964 era ct della nazionale di ciclismo dal 2001. In questi anni ha fatto vincere alla nostra nazionale quattro ori mondiale ed uno olimpico. Il primo successo già nel 2001 con l’argento di Bettini ai Mondiali di Lisbona 2001, poi l’oro con Cipollini a Zolder 2002, il titolo olimpico con Bettini ad Atene 2004, il bronzo iridato con Paolini a Verona 2004, gli ori con Bettini ai Mondiali di Salisburgo 2006 e Stoccarda 2007, poi quello di Ballan a Varese 2008 con Cunego al secondo posto, doppietta preceduta dall’argento olimpico di Rebellin a Pechino 2008. Un tecnico carismatico con una grande conoscenza del mondo del ciclismo.

Anche da corridore Ballerini ha lasciato un segno indelebile nel mondo del ciclismo professionistico. In Francia l’avevano persino soprannominato Monsieur Roubaix dopo che aveva vinto meritatamente la classica del pavè nel 1995 e 1998. Una gara massacrante e terribile che solo un grande ciclista come lui poteva dominare per tanti anni. Alla fine della sua ultima Parigi-Roubaix nel 2001 all’ingresso nel velodromo fu accolto dall’ovazione dei tifosi francesi malgrado il vincitore Servais Knaven fosse ormai giunto al traguardo da qualche minuto e lui si fosse piazzato solo 32esimo. Quella fu anche la sua ultima corsa. Ballerini lascia la moglie e due figli di 16 ed 11 anni a cui va tutto il nostro affetto.

Un video con i grandi successi sportivi di Ballerini

Franco Ballerini2

7 dicembre 2009

Eddie Fatu: forse l'abuso di droghe la causa della morte

Edward Fatu1

Venerdì scorso è morto Eddie Fatu, leggenda del wrestling mondiale e noto con il nome di Umaga. Aveva appena 36 anni ma con i suoi 160 chilogrammi, seppur distribuiti su 193 cm di altezza, e problemi di alcol e droga il suo cuore non ha retto. E’ stata la moglie a trovarlo esamine sul divano di caso con sangue al naso e alla bocca.

(continua…)

20 novembre 2009

Alpinismo, è morto Lino Lacedelli

Filed under: Sport — Tag:, , , , , , — salutiamoli @ 10:47

Lino lacedelli

Nuovo lutto nell’alpinismo italiano. E’ morto all’età di 83 anni, Lino Lacedelli, l’alpinista ampezzano che insieme alla guida valtellinese Achille Compagnoni aveva conquistato, il 31 luglio 1954, il K2. Questa impresa, la prima ascensione assoluta del K2, la seconda montagna più alta del mondo con i suoi 8.611 metri, lo aveva reso famoso in tutto il mondo e gli aveva però procurato numerosi congelamenti alle dita delle mani che gli causaronol’amputazione di un pollice.

(continua…)

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