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	<title>Salutiamoli &#187; Giornalismo</title>
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	<description>Lascia un ultimo saluto a personaggi che hanno inciso sulla tua vita</description>
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		<title>Addio a Giorgio Bocca, grande giornalista</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Dec 2011 17:52:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Artisti e Scrittori]]></category>
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		<description><![CDATA[Si è spento il giorno di Natale. Il destino ha voluto che Giorgio Bocca, una delle penne più brillanti del giornalismo italiano, morisse uno dei pochi giorni all&#8217;anno in cui i quotidiani non escono. Era nato a Cuneo il 28 agosto del 1920 e ora ci lascia a 91 anni nella sua casa di Milano, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-583" src="http://www.salutiamoli.it/files/2011/12/giorgio_bocca.jpg" alt="" width="476" height="476" /></p>
<p style="text-align: justify;">Si è spento il giorno di Natale. Il destino ha voluto che <strong>Giorgio Bocca</strong>, una delle penne più brillanti del giornalismo italiano, morisse uno dei pochi giorni all&#8217;anno in cui i quotidiani non escono. Era nato a Cuneo il 28 agosto del 1920 e ora ci lascia a <strong>91 anni</strong> nella sua casa di Milano, dopo una breve malattia.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-582"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a title="Si è spento Hitchens, l’ateo ribelle" href="http://www.salutiamoli.it/tag/ateo/">Ateo rigoroso</a>, la sua era una delle firme storiche de <strong>La Repubblica</strong>, di cui è stato uno dei fondatori nel 1976. Nei suoi scritti raccontò con passione la storia recente d&#8217;Italia, in particolar modo di <strong>resistenza</strong>, che visse in prima persona da partigiano, di <strong>terrorismo</strong> e di <strong>questioni sociali</strong>. Le sue <strong>grandi inchieste</strong> rimarranno nella storia del giornalismo come esempio per tutti gli aspiranti reporter.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella sua lunga carriera, durata più di 50 anni, è passato dallo scrivere per la stampa locale cuneense ai <strong>maggiori quotidiani nazionali</strong>. Tra le sue opere anche<strong> numerosi libri</strong>, di approfondimento politico, storico e socioeconomico.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;aprile 2008 a Bocca è stato assegnato il <strong>premio Alpi alla carriera</strong>.</p>
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		<title>Si è spento Hitchens, l&#8217;ateo ribelle</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 15:54:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Artisti e Scrittori]]></category>
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		<description><![CDATA[Christopher Hitchens, è morto a 62 anni in ospedale a Houston, dopo aver lungamente lottato contro il cancro all&#8217;esofago. Armato di un talento pungente e sfrontato, Hitch nella sua carriera di giornalista e scrittore aveva sfidato con la sua penna autorità politiche e religiose. Nel suo mirino sono finiti, tra gli altri, Chiesa cattolica, quella mormone, la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-578" src="http://www.salutiamoli.it/files/2011/12/c-hitchens.jpg" alt="" width="602" height="407" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Christopher Hitchens</strong>, è morto a 62 anni in ospedale a Houston, dopo aver lungamente lottato contro il <strong>cancro all&#8217;esofago</strong>. Armato di un talento pungente e sfrontato, <em>Hitch</em> nella sua carriera di giornalista e scrittore aveva sfidato con la sua penna <strong>autorità politiche e religiose</strong>. Nel suo mirino sono finiti, tra gli altri, Chiesa cattolica, quella mormone, la festa ebraica della Hannukah e quella cristiana del Natale, gli <em>islamofascisti</em>, le figure di Madre Teresa di Calcutta, Henry Kissinger, Bill Clinton, Fidel Castro, Cindy Sheehan (mamma pacifista ostile alla guerra in Iraq), Benedetto XVI e Dio stesso. Hitchens era infatti un ateo convinto, che aveva fatto dell&#8217;<strong>ateismo militante</strong> la sua ultima missione.<span id="more-575"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante le sue posizioni radicali e la sua naturale propensione alla polemica, il giornalista ha sempre goduto del <strong>rispetto</strong>, dell&#8217;ammirazione e del sostegno dei colleghi, anche e soprattutto da parte di chi non la pensava come lui. Era un uomo <strong>colto</strong>, severo e impegnato nelle cause importanti, ma non per questo meno <strong>ironico e beffardo</strong> nei suoi interventi; per questo, probabilmente, era irresistibile. L&#8217;ondata emotiva per sua morte è infatti planetaria e può ben essere paragonata a quella di <strong><a title="Addio a Steve Jobs, il fondatore di Apple" href="http://www.salutiamoli.it/scienza-e-tecnologia/addio-a-steve-jobs-il-fondatore-di-apple/">Steve Jobs</a></strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Testardo e perennemente intento a distinguere tra bene e male, nella sua autobiografia <strong>&#8220;Hitch 22&#8243;</strong> ha messo nero su bianco ciò che più amava e odiava. Sotto la colonna <strong>odio</strong>: dittatura, religione, stupidità, demagogia, censura, prepotenza e intimidazione. Sotto la colonna <strong>amore</strong>: letteratura, ironia, humor, l&#8217;individuo e la difesa della <strong>libertà di espressione</strong>. Rendiamo omaggio alla memoria di questo pensatore irriverente.</p>
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		<title>Addio al giornalista Edmondo Berselli</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Apr 2010 17:56:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>salutiamoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se ne è andato oggi, al Policlinico di Modena, dopo una lunga malattia, il giornalista Edmondo Berselli. Aveva 59 anni. Era nato nel 1951 a Campogalliano, piccolo paesino della pianura padana a qualche chilometro dalla cittadina emiliana. Giornalista, scrittore e fine intellettuale, Berselli ha descritto con acume e senso critico la società italiana. Editorialista di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.salutiamoli.it/files/2010/04/Edmondo-Berselli.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-378" title="Edmondo Berselli" src="http://www.salutiamoli.it/files/2010/04/Edmondo-Berselli.jpg" alt="" width="435" height="386" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Se ne è andato oggi, al Policlinico di Modena, dopo una lunga malattia, il giornalista <strong>Edmondo Berselli</strong>. Aveva 59 anni. Era nato nel 1951 a Campogalliano, piccolo paesino della pianura padana a qualche chilometro dalla cittadina emiliana. <strong>Giornalista, scrittore e fine intellettuale</strong>, Berselli ha descritto con acume e senso critico la società italiana.</p>
<p style="text-align: justify">Editorialista di politica per Repubblica e collaboratore de L’espresso, Edmondo Berselli è sempre stato apprezzato per il suo modo di cogliere e raccontare le migliori e le peggiori caratteristiche di ogni aspetto del nostro paese. Nella sua carriera ha scritto di s<strong>port, televisione, politica, cultura e anche gastronomia</strong>. <strong>Laico e repubblicano</strong>, è stato prima correttore di bozze (negli anni ’70) e poi grande direttore della casa editrice bolognese <strong>Il Mulino </strong>che ha contribuito a cambiare radicalmente. Intanto ha collaborato con la Gazzetta di Modena, Il Resto del Carlino, la Stampa ed Il Sole 24 Ore.</p>
<p style="text-align: justify">Si è dedicato anche alla scrittura, producendo moltissimi saggi: da &#8220;<em>L’Italia che non muore</em>&#8221; del 1995, fino a &#8220;L<em>iù. Biografia morale di un cane</em>&#8220;, passando per il grande successo di &#8220;<strong><em>Sinistrati. Storia sentimentale di una catastrofe politica&#8221;</em></strong> del 2008.</p>
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		<title>Lutto nel calcio, è morto Tonino Carino da Ascoli</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 14:49:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>salutiamoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se ne è andato a 65 anni e dopo una lunga malattia il telecronista sportivo Tonino Carino. Era stato uno dei grandi ed indimenticabili protagonisti di 90° minuto di Paolo Valenti quando tutte le partite di calcio erano ancora in contemporanea e non esistevano anticipi, posticipi e tantomeno le pay tv. Come si può dimenticare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a href="http://www.salutiamoli.it/files/2010/03/Tonino-Carino.jpg"><img class="size-medium wp-image-357 aligncenter" title="Tonino Carino" src="http://www.salutiamoli.it/files/2010/03/Tonino-Carino-300x155.jpg" alt="" width="300" height="155" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Se ne è andato a 65 anni e dopo una lunga malattia il telecronista sportivo <strong>Tonino Carino</strong>. Era stato uno dei grandi ed indimenticabili protagonisti di <strong>90° minuto di Paolo Valenti</strong> quando tutte le partite di calcio erano ancora in contemporanea e non esistevano anticipi, posticipi e tantomeno le pay tv.</p>
<p style="text-align: justify">Come si può dimenticare il suo “<strong>Tonino-Carino-da-Ascoli</strong>&#8221; detto tutto d’un fiato che per lunghi anni fu un tormentone televisivo? Per non parlare delle sue gaffe ed il suo dialetto mai sopito che l’hanno reso uno dei personaggi più amati del mondo del calcio.</p>
<p style="text-align: justify">Tonino Carino era nato ad Offida, in provincia di Ascoli Piceno, il 31 luglio del 1944. Il suo nome rimarrà indelebilmente legato alla sua amata squadra, quell’<strong>Ascoli</strong> del presidente <strong>Costantino Rozzi</strong>, altra icona del calcio. Aveva iniziato a scrivere nel 1969 per Il Resto del Carlino per poi approdare nel 1971 al Corriere Adriatico. L’arrivo in Rai è del 1976 dove ha lavorato per la sede regionale di Ancona. Da poco era andato in pensione ma continuava ad essere invitato nelle trasmissioni sportive.</p>
<p style="text-align: justify">Ci mancherà Tonino Carino, tra gli ultimi grandi cronisti di un calcio che purtroppo non esiste più.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Il ricordo del TG1</strong></p>
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		<title>Addio ad Alberto Ronchey, ex ministro e giornalista</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 16:53:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>salutiamoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ morto venerdì scorso, anche se la notizia è stata diffusa solo oggi ad esequie avvenute, Alberto Ronchey, scrittore, giornalista e ministro. Aveva 83 anni. A rendere nota la notizia la figlia. Alberto Ronchey è stato un maestro di giornalismo che con la precisione nell’analisi di dati statistici, nei riferimenti storici e con l’inventiva del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.salutiamoli.it/files/2010/03/Alberto-Ronchey.jpg"><img class="size-full wp-image-353 aligncenter" title="Alberto Ronchey" src="http://www.salutiamoli.it/files/2010/03/Alberto-Ronchey.jpg" alt="" width="400" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify">E’ morto venerdì scorso, anche se la notizia è stata diffusa solo oggi ad esequie avvenute, <strong>Alberto Ronchey</strong>, scrittore, giornalista e ministro. Aveva 83 anni. A rendere nota la notizia la figlia.</p>
<p style="text-align: justify">Alberto Ronchey è stato un maestro di giornalismo che con la precisione nell’analisi di dati statistici, nei riferimenti storici e con l’inventiva del <strong>coniare neologismi</strong> di grande acume rimarrà nella storia del giornalismo italiano.</p>
<p style="text-align: justify">Alberto Ronchey era nato a Roma il 27 settembre 1926 e dopo la laurea in giurisprudenza si era dedicato <strong>all&#8217;attività di scrittore e soprattutto a quella di giornalista</strong>. Durante l’occupazione tedesca era stato collaboratore della &#8216;Voce Repubblicana&#8217;  per poi divenire segretario della <em>Federazione giovanile repubblicano</em>, fino al 1946. Per molto tempo fu inviato speciale de<strong> La Stampa</strong> fino a ricoprirne l’incarico di direttore. Nel 1973 lasciò il quotidiano di Torino per approdare al &#8216;<strong>Corriere della Sera</strong>&#8216; come editorialista e inviato speciale. In seguito passò nelle file del quotidiano<strong> Repubblica</strong> (1981) diventandone editorialista.</p>
<p style="text-align: justify">Nel giugno del 1992 Alberto Ronchey assunse la carica di <strong>Ministro dei Beni culturali </strong>nel governo di <strong>Giuliano Amato</strong> e fu confermato anche nell’aprile dell’anno dopo da <strong>Carlo Azeglio Ciampi</strong>. In seguito fu presidente della Rcs tra il 1994 e il 1998.</p>
<p style="text-align: justify">A lui si deve la coniazione del termine “<strong>Lotizzazione</strong>” in riferimento all’abitudine dei partiti di spartirsi le nomine negli enti pubblici, in primo luogo alla Rai, e quella di “<strong>Fattore K</strong>” con la quale spiegava la mancata alternanza al governo dell&#8217;Italia, legata alla presenza di un grande partito comunista che, per ragioni di alleanze ed equilibri internazionali, non poteva giungere al potere.</p>
<p style="text-align: justify">Per lunghi anni è stato uno dei critici più esigenti della classe politica italiana, cosa che si può ampiamente riscontrare nei suoi libri “Accadde in Italia” (1977), “Chi vincerà in Italia?” (1982), “Atlante italiano” (1997).</p>
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		<title>Addio a Beniamino Placido, grande maestro del giornalismo italiano</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 14:51:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>salutiamoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con la morte di Beniamino Placido se ne va probabilmente il più grande critico televisivo italiano. L&#8217;intellettuale, scrittore e critico cinematografico lucano si è spento a 80 anni nella sua casa di Cambridge dopo una lunga malattia. Era nato nel 1929 a Rionero in Vulture in provincia di Potenza, Basilicata e del suo sud portava [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="size-full wp-image-314 aligncenter" title="Beniamino Placido" src="http://www.salutiamoli.it/files/2010/01/Beniamino-Placido1.jpg" alt="Beniamino Placido" width="300" height="223" /></p>
<p style="text-align: justify">Con la morte di <strong>Beniamino Placido</strong> se ne va probabilmente il<strong> più grande critico televisivo italiano</strong>. L&#8217;intellettuale, scrittore e critico cinematografico lucano si è spento a 80 anni nella sua casa di Cambridge dopo una lunga malattia. Era nato nel 1929 a Rionero in Vulture in provincia di Potenza, Basilicata e del suo sud portava tutta l’allegria e la giocosità. Il <strong>sottile umorismo e la critica dotta e costruttiva </strong>dei suoi scritti rimarranno nel cuore di ognuno di noi, indelebili segni di un uomo di cultura di altri tempi, coltissimo e curioso ma, soprattutto, mai banale.</p>
<p style="text-align: justify">Fin dal 1976, Beniamino Placido è stato collaboratore del quotidiano<strong><em> La Repubblica </em></strong>contribuendo attivamente alla sua diffusione e al suo successo. Nel 1986 divenne ancora più conosciuto e popolare grazie alla rubrica di critica televisiva “<em>A Parer mio</em>” che curò per una decina di anni prima di passare alle colonne del Venerdì nella sezione Cinema e tv e poi alla rubrica &#8220;Belvedere&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify">Come gli piaceva sintetizzare il suo lavoro di critico con la frase “<strong>ho guardato chi passava</strong>”, così nei suo scritti trapelava la sua intelligenza finissima, il suo senso dell’osservazione, il suo acuto modo di leggere i fenomeni culturali che lo circondavano riproponendoli in maniera sublime, il suo amore viscerale per tutto quello che era ‘basso’ e popolare e che l’aveva portato ad abbracciare il mondo del piccolo schermo nonostante la sua preparazione accademica.</p>
<p style="text-align: justify">Ecco cosa scriveva sul protagonista della seconda serie della Piovra, Michele Placido, figlio di suo cugino “Vorrei poter dire tutto il bene possibile di Michele Placido &#8211; della sua maschera, della sua faccia &#8211; ma non posso farlo. Perché siamo strettamente imparentati (lo si vede dal nome) e se lo facessi cederei ad una solidarietà di famiglia. Cioè di mafia”. In queste poche righe trapela tutto il suo humor e la sua acutezza.</p>
<p style="text-align: justify">Beniamino Placido ha partecipato anche come attore a due film: &#8220;Porci con le ali&#8221; di Paolo Pietrangeli e &#8220;Io sono un autarchico&#8221; di Moretti in cui faceva la parte del critico teatrale.</p>
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		<title>E&#039; scomparsa Fernanda Pivano, la signora della Beat Generation</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Aug 2009 07:10:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>salutiamoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ morta ieri sera in una clinica privata di Milano dove era ricovera da tempo Fernanda Pivano. Aveva da poco compiuto 92 anni. Scrittrice, giornalista, traduttrice e critica è stata lei a far conoscere in Italia gli autori americani della Beat Generation. Da sempre amante della letteratura americana, a 24 anni Fernanda Pivano si laurea [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="aligncenter size-full wp-image-100" title="fernanda-pivano1" src="http://www.salutiamoli.it/files/2009/08/fernanda-pivano1.jpg" alt="fernanda-pivano1" width="251" height="358" /></p>
<p style="text-align: justify">E’ morta ieri sera in una clinica privata di Milano dove era ricovera da tempo <strong>Fernanda Pivano</strong>. Aveva da poco compiuto 92 anni. Scrittrice, giornalista, traduttrice e critica è stata lei a far conoscere in Italia gli autori americani della <strong>Beat Generation</strong>. Da sempre amante della<strong> letteratura americana</strong>, a 24 anni Fernanda Pivano si laurea in Lettere con una tesi in letteratura americana sul Moby Dick di Melville. Nel 1943 pubblica la prima traduzione dell’antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters. Ma è l’incontro prima con <strong>Cesare Pavese</strong>, suo professore al liceo D’Azeglio di Torino, poi con<strong> Ernest Hemingway</strong> nel 1948 a segnare la svolta decisiva della sua vita: da semplice traduttrice ed amante di letteratura americana ad una delle sue più importanti conoscitrice e promotrice.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-98"></span></p>
<div class="mceTemp" style="text-align: justify">
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<dt><img class="size-full wp-image-102  " style="margin-left: 2px;margin-right: 2px" title="fernanda-pivano2" src="http://www.salutiamoli.it/files/2009/08/fernanda-pivano2.jpg" alt="Fernanda Pivano e Ernest Hemingway" width="245" height="189" /></dt>
<dd>Fernanda Pivano e Ernest Hemingway</dd>
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<p style="text-align: justify">La Pivano è stata la <strong>maggior curatrice delle opere di Hemingway</strong> e dopo il viaggio negli Stati Uniti nel 1956 è colei che porta in Italia i testi e la poetica di questi scrittori così diversi, liberi e maledetti: <em>Gregory Corso, Lawrence Ferlinghetti, William Burroughs, Jack Kerouac</em> (la prefazione di On the Road è sua), <em>Allen Ginsberg</em>. Nel 1976 pubblica <em>I mostri degli anni Venti</em> dove raccoglie i racconti di vita ed i suoi ricordi dei grandi personaggi che ha incontrato partendo dal suo amato Hemingway, passando per Francis Scott Fitzgerald e Dorothy Parker, fino a William Faulkner. Negli ultimi anno della sua vita, Fernanda Pivano ha continuato la sua opera di diffusione di cultura e di promozione di nuovi talenti narrativi (Chuck Palahniuk, David Foster Wallace, Bret Easton Ellis).</p>
<div id="attachment_99" class="wp-caption alignleft" style="width: 172px"><img class="size-full wp-image-99  " style="margin-left: 2px;margin-right: 2px" title="fernanda-pivano" src="http://www.salutiamoli.it/files/2009/08/fernanda-pivano.jpg" alt="fernanda-pivano" width="162" height="241" /><p class="wp-caption-text">Fernanda Pivano e De Andrè</p></div>
<p style="text-align: justify">Con Fernanda Pivano scompare una delle figure di donna più interessanti e positive del secolo scorso, capace di cogliere le sfumature più profonde della cultura americana e di tramandarle con il sorriso, una donna che ha ‘vissuto’ la storia ed ha intrecciato profondamente la sua vita con i suoi protagonisti più lucenti.</p>
<p style="text-align: justify">I funerali di Fernanda Pivano si svolgeranno venerdì nella sua Genova (dove era nata il 18 luglio 1917) nella basilica dell&#8217;Assunta in Carignano, la stessa dove si celebrò dieci anni fa il funerale del suo grande amico <strong>Fabrizio De Andrè</strong> “il più grande poeta italiano del Novecento” come lei ha sempre amato definirlo.</p>
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		<title>Renzo Foa, direttore di Liberal</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Jun 2009 08:30:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>salutiamoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[60-70 anni]]></category>
		<category><![CDATA[Direttore L'Unità]]></category>
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		<description><![CDATA[E’ morto ieri sera a Roma, il direttore di Liberal Renzo Foa, figlio del politico e sindacalista Vittorio Foa. Non è riuscito a vincere la malattia con cui stava lottando da tempo. Renzo Foa aveva 62 anni. Nel 1990 prese le redini de L’Unità sostituendo l’allora direttore Massimo D’Alema. Era stato lui a firmare l’editoriale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="aligncenter size-full wp-image-82" title="renzo-foa" src="http://www.salutiamoli.it/files/2009/06/renzo-foa.jpg" alt="renzo-foa" width="450" height="410" /></p>
<p style="text-align: justify">E’ morto ieri sera a Roma, il direttore di<em> Liberal</em> <strong>Renzo Foa</strong>, figlio del politico e sindacalista <strong>Vittorio Foa</strong>. Non è riuscito a vincere la malattia con cui stava lottando da tempo. Renzo Foa aveva 62 anni. Nel 1990 prese le redini de <strong>L’Unità </strong>sostituendo l’allora direttore Massimo D’Alema. Era stato lui a firmare l’editoriale del giornale del Pci (11 novembre 1989) nei giorni della Caduta del muro di Berlino.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-81"></span></p>
<p style="text-align: justify">Negli anni successivi Foa è migrato verso il <strong>pensiero liberale</strong> abbandonando la sinistra e, secondo quello che ha sempre affermato, è stato il continuo confronto intellettuale con il padre a spingerlo verso il <strong>liberismo</strong> “<em>Fu Vittorio, coi suoi argomenti, a determinare il mio primo allontanamento dalla sinistra nel 1985, ai tempi del referendum sulla scala mobile. È stato anche per il dialogo, intenso e ininterrotto, con mio padre, che lasciai il mondo nel quale m’ero formato, il Pci, e iniziai il cammino che mi ha portato a pensare ciò che penso oggi</em>” rivelò in un’intervista con <em>La Stampa</em> ad un mese dalla morte di Vittorio Foa avvenuta il 20 Ottobre 2008.</p>
<p style="text-align: justify">Nel 2007, dopo essere stato per anni editorialista del <strong>Giornale</strong>, è diventato il direttore di Liberal, il quotidiano della Fondazione di <strong>Ferdinando Adornato</strong> che lo ricorda come “<em>un uomo speciale e un intellettuale raffinato e al pari di altri della sua generazione ha avuto in sorte il destino dell&#8217;inattualità. Un intellettuale ontrocorrente, realista nel tempo delle ideologie, idealista oggi nell&#8217;era della mediocrità</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify">Ha anche pubblicato alcuni volumi tra cui possiamo citare &#8220;Il decennio sprecato&#8221; (2005) e &#8220;In cattiva compagnia&#8221; (2007). Renzo Foa era, inoltre, membro del Comitato per l&#8217;attuazione della legge Biagi, segretario dell&#8217;International Institute of Communication, componente della Fondazione Italia-USA e del centro studi Eurispes</p>
<p style="text-align: justify">La camera ardente sarà allestita giovedì 11 giugno alle 10 nella sala del Cenacolo in vicolo Valdina a Roma dove, a partire dalle 12.30, si terrà il funerale.</p>
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		<title>Giano Accame</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 14:18:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>salutiamoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[80 - 90 anni]]></category>
		<category><![CDATA[destra italiana]]></category>
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		<category><![CDATA[Randolfo Pacciardi]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica Sociale di Salò]]></category>
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		<category><![CDATA[strategia della tensione]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; morto mercoledì a Roma, il giornalista e studioso Giano Accame, tra i principali intellettuali della destra italiana. Accame, nato a Stoccarda il 30 luglio 1928, è cresciuto a Loano e per lungo tempo è stato dirigente del Movimento sociale italiano (fino al &#8217;68). Fu tra i relatori che nel 1965, al Convegno sulla Guerra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: justify"><img class="aligncenter size-medium wp-image-51" title="giano-accame2" src="http://www.salutiamoli.it/wp-content/uploads/2009/04/giano-accame2-300x195.jpg" alt="giano-accame2" width="300" height="195" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: justify">E&#8217; morto mercoledì a Roma, il giornalista e studioso <strong>Giano Accame</strong>, tra i principali intellettuali della <strong>destra italiana</strong>. Accame, nato a Stoccarda il 30 luglio 1928, è cresciuto a Loano e per lungo tempo è stato <strong>dirigente del Movimento sociale italiano</strong> (fino al &#8217;68). Fu tra i relatori che nel 1965, al <em>Convegno sulla Guerra rivoluzionaria</em>, posero le basi della strategia della tensione.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: justify"><span id="more-46"></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: justify">Oltre ad essere stato il<strong> direttore del Secolo d&#8217;Italia </strong>dal 1988 al 1991, Accame ha anche lavorato per le più importanti riviste della destra <em>(Il Borghese, Fiorino, L&#8217;Italia settimanale),</em> collaborato con<em> Il Sabato, Lo Stato, Pagine Libere, Letteratura</em> ed è stato stretto collaboratore di <strong>Randolfo Pacciardi</strong>, padre del presidenzialismo italiano nell&#8217;avventura della Nuova Repubblica. Quando Gianfranco Fini, ex segretario di An, a Gerusalemme definì la <strong>Repubblica Sociale di Salò</strong> il Male Assoluto, Giano Accame, fu uno dei più violenti a reagire. Durante un convegno organizzato da Storace all&#8217;Hotel Hilton di Roma disse che il grosso problema di Fini è l’intelligenza che gli manca. Accame, da sempre uno dei pochi esponenti della destra stimato dagli intellettuali della sinistra, negli ultimi tempi si era però convinto della necessità di far confluire Forza Italia e An nel Pdl.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: justify">La camera ardente, allestita nella sua casa-studio in Lungotevere dei Mellini 10 a Roma, è aperta da questo pomeriggio. I <strong>funerali</strong> di Giano Accame si terranno sabato alle 10.30 nella chiesa di Santa Maria della Consolazione al Foro romano.</p>
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		<title>Candido Cannavò</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Feb 2009 18:20:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>salutiamoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[70 - 80 anni]]></category>
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		<category><![CDATA[Gazzetta dello Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Gino Palumbo]]></category>
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		<description><![CDATA[Si terranno martedì i funerali di Candido Cannavò, storico direttore della Gazzetta dello Sport, scomparso ieri mattina alla clinica Santa Rita di Milano dove era stato ricoverato giovedì scorso a seguito di una emorragia cerebrale. La Camera Ardente è ancora aperta nella sala Montanelli della sede di Rcs a Milano per consentire a parenti, amici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-20" title="Candido Cannavò" src="http://www.salutiamoli.it/wp-content/uploads/2009/02/candido-cannavo-200x300.jpg" alt="Candido Cannavò" width="200" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify">Si terranno martedì i funerali di <a title="Candido Cannavò: un ricordo" href="http://www.rugbylist.it/storie-di-rugby/amici-rugby/candido-cannavo-un-ricordo-200862/" target="_blank"><strong>Candido Cannavò</strong></a>, storico direttore della <strong>Gazzetta dello Sport,</strong> scomparso ieri mattina alla clinica Santa Rita di Milano dove era stato ricoverato giovedì scorso a seguito di una <strong>emorragia cerebrale</strong>. La Camera Ardente è ancora aperta nella <em>sala Montanelli</em> della sede di Rcs a Milano per consentire a parenti, amici e lettori di andare a porgergli l&#8217;ultimo saluto.Candido Cannavò aveva 78 anni ed aveva guidato il quotidiano sportivo più famoso d&#8217;Italia per ben 19 anni per diventarne poi un editorialista. Nelle ultime ore, al suo capezzale, si sono riuniti tutti i membri della sua bella famiglia, la moglie Franca e i tre figli Alessandro, Marilisa e Marco.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-19"></span></p>
<p style="text-align: justify">Nato a Catania nel novembre 1930, Cannavò ha iniziato la carriera giornalistica giovanissimo (1949), sulle pagine de <em><strong>La Sicilia</strong></em> dove si occupava di sport ma anche di temi sociali e costume. Nel 1955 era già entrato a fare parte della redazione della Gazzetta come corrispondente e nel 1981 ne è diventato vicedirettore. Nel 1983 ha preso il posto di direttore andando a sostituire Gino Palumbo. Negli anni della sua direzione, la Gazzetta dello Sport ha raggiunto una popolarità senza precedenti, diventando il quotidiano sportivo più diffuso in Europa.</p>
<p style="text-align: justify">
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