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	<title>Salutiamoli &#187; Artisti e Scrittori</title>
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	<description>Lascia un ultimo saluto a personaggi che hanno inciso sulla tua vita</description>
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		<title>Addio a Giorgio Bocca, grande giornalista</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Dec 2011 17:52:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è spento il giorno di Natale. Il destino ha voluto che Giorgio Bocca, una delle penne più brillanti del giornalismo italiano, morisse uno dei pochi giorni all&#8217;anno in cui i quotidiani non escono. Era nato a Cuneo il 28 agosto del 1920 e ora ci lascia a 91 anni nella sua casa di Milano, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-583" src="http://www.salutiamoli.it/files/2011/12/giorgio_bocca.jpg" alt="" width="476" height="476" /></p>
<p style="text-align: justify;">Si è spento il giorno di Natale. Il destino ha voluto che <strong>Giorgio Bocca</strong>, una delle penne più brillanti del giornalismo italiano, morisse uno dei pochi giorni all&#8217;anno in cui i quotidiani non escono. Era nato a Cuneo il 28 agosto del 1920 e ora ci lascia a <strong>91 anni</strong> nella sua casa di Milano, dopo una breve malattia.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-582"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a title="Si è spento Hitchens, l’ateo ribelle" href="http://www.salutiamoli.it/tag/ateo/">Ateo rigoroso</a>, la sua era una delle firme storiche de <strong>La Repubblica</strong>, di cui è stato uno dei fondatori nel 1976. Nei suoi scritti raccontò con passione la storia recente d&#8217;Italia, in particolar modo di <strong>resistenza</strong>, che visse in prima persona da partigiano, di <strong>terrorismo</strong> e di <strong>questioni sociali</strong>. Le sue <strong>grandi inchieste</strong> rimarranno nella storia del giornalismo come esempio per tutti gli aspiranti reporter.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella sua lunga carriera, durata più di 50 anni, è passato dallo scrivere per la stampa locale cuneense ai <strong>maggiori quotidiani nazionali</strong>. Tra le sue opere anche<strong> numerosi libri</strong>, di approfondimento politico, storico e socioeconomico.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;aprile 2008 a Bocca è stato assegnato il <strong>premio Alpi alla carriera</strong>.</p>
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		<title>Si è spento Hitchens, l&#8217;ateo ribelle</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 15:54:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Christopher Hitchens, è morto a 62 anni in ospedale a Houston, dopo aver lungamente lottato contro il cancro all&#8217;esofago. Armato di un talento pungente e sfrontato, Hitch nella sua carriera di giornalista e scrittore aveva sfidato con la sua penna autorità politiche e religiose. Nel suo mirino sono finiti, tra gli altri, Chiesa cattolica, quella mormone, la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-578" src="http://www.salutiamoli.it/files/2011/12/c-hitchens.jpg" alt="" width="602" height="407" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Christopher Hitchens</strong>, è morto a 62 anni in ospedale a Houston, dopo aver lungamente lottato contro il <strong>cancro all&#8217;esofago</strong>. Armato di un talento pungente e sfrontato, <em>Hitch</em> nella sua carriera di giornalista e scrittore aveva sfidato con la sua penna <strong>autorità politiche e religiose</strong>. Nel suo mirino sono finiti, tra gli altri, Chiesa cattolica, quella mormone, la festa ebraica della Hannukah e quella cristiana del Natale, gli <em>islamofascisti</em>, le figure di Madre Teresa di Calcutta, Henry Kissinger, Bill Clinton, Fidel Castro, Cindy Sheehan (mamma pacifista ostile alla guerra in Iraq), Benedetto XVI e Dio stesso. Hitchens era infatti un ateo convinto, che aveva fatto dell&#8217;<strong>ateismo militante</strong> la sua ultima missione.<span id="more-575"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante le sue posizioni radicali e la sua naturale propensione alla polemica, il giornalista ha sempre goduto del <strong>rispetto</strong>, dell&#8217;ammirazione e del sostegno dei colleghi, anche e soprattutto da parte di chi non la pensava come lui. Era un uomo <strong>colto</strong>, severo e impegnato nelle cause importanti, ma non per questo meno <strong>ironico e beffardo</strong> nei suoi interventi; per questo, probabilmente, era irresistibile. L&#8217;ondata emotiva per sua morte è infatti planetaria e può ben essere paragonata a quella di <strong><a title="Addio a Steve Jobs, il fondatore di Apple" href="http://www.salutiamoli.it/scienza-e-tecnologia/addio-a-steve-jobs-il-fondatore-di-apple/">Steve Jobs</a></strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Testardo e perennemente intento a distinguere tra bene e male, nella sua autobiografia <strong>&#8220;Hitch 22&#8243;</strong> ha messo nero su bianco ciò che più amava e odiava. Sotto la colonna <strong>odio</strong>: dittatura, religione, stupidità, demagogia, censura, prepotenza e intimidazione. Sotto la colonna <strong>amore</strong>: letteratura, ironia, humor, l&#8217;individuo e la difesa della <strong>libertà di espressione</strong>. Rendiamo omaggio alla memoria di questo pensatore irriverente.</p>
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		<title>E&#8217; morto Perogatt, il papà di Calimero</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 15:47:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è spento all&#8217;età di 82 anni a Guanzate, in provincia di Como, Carlo Peroni. Forse il nome di battesimo non vi dice molto, ma il nome d&#8217;arte  Perogatt sicuramente vi ricorderà il celebre fumettista. La sua matita ha creato molti personaggi, resi anche celebri dal Carosello, come Calimero e l&#8217;Ispettore Perogatt. Nato nel 1929 a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="aligncenter size-full wp-image-567" src="http://www.salutiamoli.it/files/2011/12/carlo-peroni.jpg" alt="" width="500" height="375" /></p>
<p style="text-align: justify">Si è spento all&#8217;età di 82 anni a Guanzate, in provincia di Como, <strong>Carlo Peroni</strong>. Forse il nome di battesimo non vi dice molto, ma il nome d&#8217;arte  <strong>Perogatt</strong> sicuramente vi ricorderà il celebre fumettista. La sua matita ha creato molti personaggi, resi anche celebri dal <strong><a title="E' scomparso il regista Luciano Emmer" href="http://www.salutiamoli.it/cinema-e-spettacolo/e-scomparso-il-regista-luciano-emmer/">Carosello</a></strong>, come <strong>Calimero</strong> e l&#8217;<strong>Ispettore Perogatt</strong>.</p>
<p><iframe width="580" height="326" src="http://www.youtube.com/embed/Xc46PzAZOKs?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p><span style="text-align: justify">Nato nel 1929 a Senigallia, in provincia di Ancona, iniziò la sua carriera nella redazione de </span><em>Il Giornalino</em><span style="text-align: justify"> nel 1948. Nel 1963, appena assunto dai fratelli Nino e Tony Pagot, diede vita al personaggio del pulcino piccolo e nero, </span><strong>Calimero</strong><span style="text-align: justify">. Come </span><strong>coronamento di una carriera lunga</strong><span style="text-align: justify"> piena di soddisfazioni e riconoscimenti, Perogatt è stato premiato ad Acquicomics 2003 e TorinoComics 2004.</span></p>
<p><span style="text-align: justify">Il fumettista ci lascia un&#8217;</span><strong>eredità ricchissima</strong><span style="text-align: justify">, i suoi personaggi.</span></p>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.salutiamoli.it/files/2011/12/carlo-peroni-fumetti-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>E&#8217; morto il poeta dell&#8217;anima, James Hillman</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Oct 2011 14:21:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Il codice dell&#8217;anima&#8221;, del 1996, è stato il libro di Hillman che ha avuto maggiore diffusione nel Mondo. Per questo, lo psicoanalista e filosofo statunitense si era guadagnato l&#8217;appellativo di poeta dell&#8217;anima. Ci ha lasciato ieri, nella sua casa di Thompson (Connecticut) all&#8217;età di 85 anni, dopo una lunga battaglia contro un tumore alle ossa. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-547" src="http://www.salutiamoli.it/files/2011/10/James-Hillman.jpg" alt="" width="375" height="276" /></p>
<p style="text-align: justify"><strong>&#8220;Il codice dell&#8217;anima&#8221;</strong>, del 1996, è stato il libro di Hillman che ha avuto maggiore diffusione nel Mondo. Per questo, lo <strong>psicoanalista e filosofo</strong> statunitense si era guadagnato l&#8217;appellativo di <em>poeta dell&#8217;anima</em>. Ci ha lasciato ieri, nella sua casa di Thompson (Connecticut) all&#8217;età di 85 anni, dopo una lunga battaglia contro un <strong>tumore alle ossa</strong>. Ne ha dato l&#8217;annuncio la moglie, Margot McLean-Hillman.</p>
<p style="text-align: justify">Nato nel 1926 ad Atlantic City, James Hillman è stato allievo di <strong>Carl Gustav Jung</strong> e ha diretto per dieci anni il &#8220;C. G. Jung Institute&#8221; a Zurigo. Fondatore della <strong>psicologia archetipica</strong> e carismatico terapista, ha divulgato le sue teorie scrivendo molti volumi.</p>
<p style="text-align: justify">Nel 1970, rientrò negli Stati Uniti e divenne direttore delle Spring Pubblications. In questo periodo, Hillman fondò una nuova scuola di indirizzo <em>junghiano</em> sulla <strong>cultura</strong> e l&#8217;<strong>immaginale</strong>, applicando le conclusioni tratte dalle analisi individuali a processi di senso collettivo. Il successo di questo movimento fu immediatamente riconosciuto e rinnovò in profondità la tradizione <em>junghiana</em>.</p>
<p style="text-align: justify">Il libro che maggiormente ha lasciato il segno tra gli psicoanalisti è stata <strong>&#8220;ReVisione della psicologia&#8221;</strong>, dove Hillman ha destrutturato il pensiero <em>junghiano</em>, apportando quelle novità che hanno affascinato il mondo intellettuale: qui ha teorizzato la revisione della <strong>personalità</strong> in una cornice <em>politeistica</em>.</p>
<p style="text-align: justify">Nel 1978 fondò il Dallas Institute of Humanities and Culture, dove introdusse la cultura mitteleuropea nella sua scuola di pensiero. Nel 1984 si trasferì in Connecticut, per dedicarsi all&#8217;<strong>insegnamento</strong> e alla stesura di <strong>saggi</strong>. Nel 1992 l&#8217;Università di Notre Dame, in Indiana, gli dedicò un <strong>Festival of Archetypal Psychology</strong>. Hillman ha poi insegnato nelle Università di Yale, Syracuse, Chicago e Dallas, e si è dedicato a un&#8217;intensa attività di <strong>animazione culturale</strong>.</p>
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		<title>Il poeta Andrea Zanzotto si è spento</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 16:09:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il grande poeta veneto Andrea Zanzotto è morto per una crisi respiratoria questa mattina alle 11 all’ospedale di Conegliano. L’usuraio atroce, come egli definì il tempo, si è preso la sua rivincita. Aveva 90 anni e gli era stato da poco assegnato il Leone d’oro alla carriera. Era nato a Pieve di Soligo il 10 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.salutiamoli.it/artisti-e-scrittori/il-poeta-andrea-zanzotto-si-e-spento/attachment/andrea_zanzotto/" rel="attachment wp-att-508"><img class="aligncenter size-full wp-image-508" src="http://www.salutiamoli.it/files/2011/10/Andrea_Zanzotto.jpg" alt="Andrea Zanzotto" width="232" height="271" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il grande <strong>poeta veneto Andrea Zanzotto</strong> è morto per una<strong> crisi respiratoria</strong> questa mattina alle 11 all’ospedale di Conegliano. L’<em>usuraio atroce</em>, come egli definì il tempo, si è preso la sua rivincita. Aveva <strong>90 anni</strong> e gli era stato da poco assegnato il <strong>Leone d’oro alla carriera</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Era nato a <strong>Pieve di Soligo</strong> il 10 ottobre 1921. Cresciuto in una <strong>famiglia anti-fascista</strong>, Andrea Zanzotto era innamorato della sua terra e si era più volte espresso contro le istanze secessioniste della Lega Nord. Zanzotto ha trovato nei boschi, nei cieli, nel paesaggio della <strong>campagna veneta</strong> la sua ispirazione fin dall&#8217;infanzia, sotto l&#8217;influenza del padre pittore. E&#8217; sempre stato in prima fila nelle battaglie per la <strong>giustizia sociale</strong> e per la <strong>difesa dell’ambiente</strong>. <em></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>“Già nella lontana infanzia, mi fu duro avvertire la situazione anomala della mia famiglia, in lotta con la <strong>precarietà</strong>. Si era reso difficilissimo il lavoro a mio padre per la sua <strong>opposizione al regime</strong>. Poteva mancare da un giorno all’altro il sostentamento”</em>, raccontava. <em>“Nel nostro paese pochi avevano votato contro il fascio nel <strong>plebiscito del 1929</strong>, e fra questi c’era mio padre, cosa che tutti sapevano. Ricordo che la maestra a scuola ci aveva presentato sulla lavagna la scheda elettorale col sì e tutti i bambini dovevano ricopiarla. Io invece, memore degli insegnamenti familiari, ho scritto no”</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Prese parte alla <strong>Resistenza</strong>, dove militò in Giustizia e libertà, e si laureò in Lettere all’Università di Padova. Dopo un breve periodo in Francia e in Svizzera, si dedicò all’insegnamento. I primi riconoscimenti per i suoi componimenti arrivarono al<strong> Premio Babila</strong>. Giuseppe Ungaretti, <strong>Eugenio Montale</strong>, Salvatore Quasimodo, Leonardo Sinisgalli e Vittorio Sereni, che componevano la giuria, decisero di premiare un gruppo di poesie, in seguito pubblicate con il titolo <strong><em>Dietro il paesaggio</em></strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Fu <strong>poeta sperimentale</strong>, <strong>insegnante</strong> e <strong>critico letterario</strong>. Scrisse per <em>L’Approdo letterario</em>, <em>Nuovi argomenti</em>, <em>Il Giorno</em>, <em>L’Avanti!</em>, <em>Il Corriere della sera</em>. Fra i suoi più importanti volumi in versi troviamo La beltà, uscito nel 1968, ancora oggi ritenuto la raccolta fondamentale della sua opera. Collaborò con <strong>Federico Fellini</strong> per <em>Casanova</em> e <em>La città delle donne</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;<strong>Non ho mai creduto a una poesia immobile</strong>, pur avendo sempre davanti modelli classici, irrinunciabile luce ed enigma&#8221;</em>, spiegava Zanzotto. <em>&#8220;Io credevo alle amicizie, alle sintonie parziali, non ai gruppi. Il gruppo rappresentava per me la gestione di qualcosa di extraletterario, mentre io pensavo che ognuno dovesse seguire la sua strada e poi confrontarsi con gli altri”</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">E in merito alla sua poetica diceva: <em>“<strong>L’uomo sta ribollendo nel proprio enigma</strong>, e la poesia non può dare che dei lampi di consolazione, nei quali appare ancora il miraggio dell’autofondazione e dell’autogiustificazione dell’essere. In essa c’è dunque un qualche valore, almeno provvisorio. Ma il quadro che abbiamo di fronte è quello di una catastrofe ecologica della mente&#8221;</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Vogliamo salutarlo con uno dei suoi componimenti più riusciti:</p>
<h2 style="text-align: center;"><strong>&#8220;Sì, ancora la neve</strong>&#8220;</h2>
<p style="text-align: center;">Che sarà della neve<br />
che sarà di noi?<br />
Una curva sul ghiaccio<br />
e poi e poi&#8230; ma i pini, i pini<br />
tutti uscenti alla neve, e fin l&#8217;ultima età<br />
circondata da pini. Sic et simpliciter?<br />
E perché si è &#8211; il mondo pinoso il mondo nevoso -<br />
perché si è fatto bambucci-ucci, odore di cristianucci,<br />
perché si è fatto noi, roba per noi?<br />
E questo valere in persona ed ex-persona<br />
un solo possibile ed ex-possibile?<br />
Hölderlin: &#8220;siamo un segno senza significato&#8221;:<br />
ma dove le due serie entrano in contatto?<br />
Ma è vero? E che sarà di noi?<br />
E tu perché, perché tu?<br />
E perché e che fanno i grandi oggetti<br />
e tutte le cose-cause<br />
e il radiante e il radioso?<br />
Il nucleo stellare<br />
là in fondo alla curva di ghiaccio,<br />
versi inventive calligrammi ricchezze, sì,<br />
ma che sarà della neve dei pini<br />
di quello che non sta e sta là, in fondo?<br />
Non c&#8217;è noi eppure la neve si affisa a noi<br />
e quello che scotta<br />
e l&#8217;immancabilmente evaso o morto<br />
evasa o morta.<br />
Buona neve, buone ombre, glissate glissate.<br />
Ma c&#8217;è chi non si stanca di riavviticchiarsi<br />
graffignare sgranocchiare solleticare,<br />
di scoiattolizzare le scene che abbiamo pronte,<br />
non si stanca di riassestarsi<br />
- l&#8217;ho, sempre, molto, saputo -<br />
al luogo al bello al bel modulo<br />
a cieli arcaici aciduli come slambròt cimbrici<br />
al seminato d&#8217;immagini<br />
all&#8217;ingorgo di tenebrelle e stelle edelweiss<br />
al tutto ch&#8217;è tutto bianco tutto nobile:<br />
e la volpazza di gran coda e l&#8217;autobus<br />
quello rosso sul campo nevato.<br />
Biancaneve biancosole biancume del mio vecchio io.<br />
Ma presto i bambucci-ucci<br />
vanno al grande magazzino<br />
- ai piedi della grande selva -<br />
dove c&#8217;è pappa bonissima e a maraviglia<br />
per voi bimbi bambi con diritto<br />
e programma di pappa, per tutti<br />
ferocemente tutti, voi (sniff sniff<br />
gran gnam yum yum slurp slurp:<br />
perché sempre si continui l&#8217;<em>&#8220;umbra fuimus fumo e fumetto&#8221;</em>):<br />
ma qui<br />
ahi colorini più o meno truffaldini<br />
plasmon nipiol auxol lustrine e figurine<br />
più o meno truffaldine:<br />
meglio là, sottomano nevata sottofelce nevata&#8230;<br />
O luna, ormai,<br />
e perfino magnolia e perfino<br />
cometa di neve in afflusso, la neve.<br />
Ma che sarà di noi?<br />
Che sarà della neve, del giardino,<br />
che sarà del libero arbitrio e del destino<br />
e di chi ha perso nella neve il cammino<br />
(e la neve saliva saliva &#8211; e lei moriva)?<br />
E che si dice là nella vita?<br />
E che messaggi ha la fonte di messaggi?<br />
Ed esiste la fonte, o non sono<br />
che io-tu-questi-quaggiù<br />
questi cloffete clocchete ch ch<br />
più che incomunicante scomunicato tutti scomunicati?<br />
Eppure negli alti livelli<br />
sopra il coma e il semicoma e il limine<br />
si brusisce e si ronza e si cicala-ciàcola<br />
- ancora &#8211; per una minima e semiminima<br />
biscroma semibiscroma nanobiscroma<br />
cose e cosine<br />
scienze lingue e profezie<br />
cronaca bianca nera azzurra<br />
di stimoli anime e dèi,<br />
libido e cupìdo e la loro<br />
prestidigitazione finissima;<br />
è così, scoiattoli afrori e fiordineve in frescura<br />
e<em> &#8220;acqua che devia</em><br />
<em> si dispera si scioglie s&#8217;allontana&#8221;</em><br />
oltre il grande magazzino ai piedi della selva<br />
dove i bambucci piluccano zizzole&#8230;<br />
E le falci e le mezzelune e i martelli<br />
e le croci e i designs-disegni<br />
e la nube filata di zucchero che alla psiche ne vie?<br />
E la tradizione tramanda tramanda fa passamano?<br />
E l&#8217;avanguardia ha trovato, ha trovato?<br />
E dove il fru-fruire dei fruitori<br />
nel truogolo nel buio bugliolo nel disincanto,<br />
dove, invece, l&#8217;entusiasmo l&#8217;empireirsi l&#8217;incanto?<br />
Che si dice lassù nella vita,<br />
là da quelle parti là in parte;<br />
che si cova si sbuccia si spampana<br />
in quel poco in quel fioco<br />
dentro la nocciolina dentro la mandorletta?<br />
E i mille dentini che la minano?<br />
E il pino. E i pini-ini-ini per profili<br />
e profili mai scissi mai cuciti<br />
ini-ini a fianco davanti<br />
dietro l&#8217;eterno l&#8217;esterno l&#8217;interno (il paesaggio)<br />
dietro davanti da tutti i lati,<br />
i pini come stanno, stanno bene?</p>
<p style="text-align: center;">Detto alla neve: <em>&#8220;Non mi abbandonerai mai, vero?&#8221;</em></p>
<p style="text-align: center;">E una pinzetta, ora, una graffetta.</p>
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		<title>E&#039; morta Alda Merini, la poetessa degli esclusi</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 09:53:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>salutiamoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Artisti e Scrittori]]></category>
		<category><![CDATA[70 - 80 anni]]></category>
		<category><![CDATA[Alda Merini]]></category>
		<category><![CDATA[Giacinto Spagnoletti]]></category>
		<category><![CDATA[indigenza]]></category>
		<category><![CDATA[internamento]]></category>
		<category><![CDATA[malattia mentale]]></category>
		<category><![CDATA[mike bongiorno]]></category>
		<category><![CDATA[ospedale psichiatrico]]></category>
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		<category><![CDATA[tumore osseo]]></category>

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		<description><![CDATA[Alda Merini era considerata la più grande poetessa italiana vivente. E’ morta domenica pomeriggio all’Ospedale San Paolo di Milano dove era ricoverata da una decina di giorni per l’aggravarsi delle sue condizioni di salute a causa del tumore osseo che l’aveva colpita da tempo. Aveva 78 anni. Una vita segnata dalla malattia mentale e dall’indigenza, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-266" title="Alda Merini" src="http://www.salutiamoli.it/files/2009/11/Alda-Merini.jpg" alt="Alda Merini" width="436" height="286" /></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Alda Merini</strong> era considerata la più grande <strong>poetessa</strong> italiana vivente. E’ morta domenica pomeriggio all’Ospedale San Paolo di Milano dove era ricoverata da una decina di giorni per l’aggravarsi delle sue condizioni di salute a causa del tumore osseo che l’aveva colpita da tempo. Aveva 78 anni.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-268"></span>Una vita segnata dalla <strong>malattia mentale e dall’indigenza</strong>, in cui si era rifugiata per indifferenza alle comodità e all’agio negli ultimi anni della sua esistenza. Alda Merini era nata a Milano il 21 marzo 1931 (“<em>Sono nata il ventuno a primavera ma non sapevo che nascere folle, aprire le zolle potesse scatenar tempesta</em>”) da una famiglia poco abbiente e già dalla più tenera età aveva dato dimostrazione delle sue incredibili doti poetiche. Il suo primo vero incontro con il mondo letterario avvenne a 16 anni quando la cugina di Ada Negri, Silvana Rovelli, fece leggere alcune sue composizioni poetiche ad Angelo Romanò che a sua volta le sottopose a <strong>Giacinto Spagnoletti</strong>, considerato il vero scopritore della Merini. La sua prima raccolta di poesie &#8220;<strong>La presenza di Orfeo</strong>&#8221; (1953) ebbe subito un enorme successo di critica.</p>
<p style="text-align: justify">Per tutta la sua vita Alda Merini ha cantato gli esclusi forse perché ha vissuto sulla sua pelle il significato profondo dell’esclusione dato dalla sua situazione mentale. Ha conosciuto <strong>l’internamento in <img class="size-full wp-image-267 alignright" title="Alda Merini by Guido Harari" src="http://www.salutiamoli.it/files/2009/11/Alda-Merini-by-Guido-Harari.jpg" alt="Alda Merini by Guido Harari" width="240" height="298" />ospedale psichiatrico</strong> già nel 1947 a Villa Turro ed ha sempre alternato in seguito periodi di salute e malattia fino al 1979 data in cui ha ricominciato a scrivere producendo i suoi testi più ispirati ed intensi. Ne “<strong>La Terra Santa</strong>”, pubblicato da Vanni Scheiwiller nel 1984, considerato a giusta ragione il suo capolavoro, ha raccontato l’esperienza del manicomio (“<em>Io sono certa che nulla più soffocherà la mia rima, il silenzio l’ho tenuto chiuso per anni nella gola come una trappola da sacrificio,è quindi venuto il momento di cantare una esequie al passato</em>”), che l’è valso, nel 1993, il <strong>Premio Librex-Guggenheim &#8220;Eugenio Montale&#8221; per la Poesia</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">La lotta tra il riconoscimento di critica e di pubblico alla sua eccezionale ed unica capacità poetica e le sue difficoltà nella vita reale aggravate dalla sua malattia ha contraddistinto tutta la sua esistenza ma ha anche regalato al mondo una delle sue voci migliori. Fin dai primi anni del suo lavoro, ha conosciuto ed è stata sostenuta da maestri come<strong> Quasimodo, Montale e Manganelli</strong> che promossero la pubblicazione di molte sue opere. Della sua produzione poetica si possono citare &#8220;Paura di Dio&#8221; (Scheiwiller, 1955), &#8220;Nozze romane&#8221; (Schwarz, 1955), &#8220;Tu sei Pietro&#8221; (Scheiwiller&#8221;, 1962), &#8220;Testamento&#8221; (Crocetti, 1988), &#8220;Vuoto d&#8217;amore&#8221; (Einaudi , 1991), &#8221; Ballate non pagate&#8221; (Einaudi, 1955 ), &#8220;Fiore di poesia 1951-1997&#8243;, &#8220;Superba è la notte&#8221;, &#8220;L’anima innamorata&#8221;, &#8220;Corpo d’amore&#8221;, &#8220;Un incontro con Gesu&#8221;, &#8220;Magnificat. Un incontro con Maria&#8221;, &#8220;La carne degli Angeli&#8221;, &#8220;Più bella della poesia è stata la mia vita&#8221;, &#8220;Clinica dell’abbandono&#8221; e &#8220;Folle, folle, folle d’amore per te. Poesie per giovani innamorati&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify">Nella sua incredibile carriere Alda Merini si è cimentata anche con la prosa componendo &#8220;L’altra verita&#8221;. &#8220;Diario di una diversa&#8221;, &#8220;Delirio amoroso&#8221;, &#8220;Il tormento delle figure&#8221;, &#8220;Le parole di Alda Merini&#8221;, &#8220;La pazza della porta accanto&#8221; (con il quale vinse il <strong>Premio Latina 1995</strong> e fu finalista al Premio Rapallo 1996), &#8220;La vita facile&#8221;, &#8220;Lettere a un racconto. Prose lunghe e brevi&#8221; e &#8220;Il ladro Giuseppe. Racconti degli anni Sessanta&#8221; e con gli aforismi &#8220;Aforismi e magie&#8221;. Nel 1996<strong> fu anche proposta per il Premio Nobel per la Letteratura </strong>dall’Academie Francaise. Uno dei suoi ultimi lavori è stata, invece, una poesia dedicata a <strong>Mike Buongiorno</strong>, <em>Addio Mike,</em> il re del quiz <strong><a title="Biografia di Mike Buongiorno" href="http://www.salutiamoli.it/cinema-spettacolo/e-morto-mike-bongiorno/" target="_blank">morto l&#8217;8 settembre scorso</a></strong>. Di seguito i versi della Merini:</p>
<h3 style="text-align: justify">Addio Mike</h3>
<p style="text-align: justify">Amico dei nostri giorni migliori, addio<br />
Giovane come noi<br />
Malato di tormenti imprecisi<br />
Hai portato l’America in Italia<br />
Nelle nostre povere case<br />
Quando non c’era niente<br />
Quelle sere passate davanti alla televisione<br />
Quelle noiosissime serate passate in casa<br />
Erano rallegrate allora<br />
da questa vivacissima marionetta<br />
Che parlava l’inglese<br />
Che parlava tutti i linguaggi possibili<br />
E soprattutto quello della famiglia<br />
Hai addolcito il nostro mondo<br />
Che era fatto di inedia e crepacuore<br />
Sei stato un agente della cultura<br />
e pochi l’hanno capito<br />
C’era il cuore in Mike Bongiorno<br />
C’era la nostra famiglia italiana<br />
C’erano le nostre tavolate<br />
Ci riunivamo per guardarti<br />
Giovani, vecchi e bambini<br />
che si tenevano per mano<br />
Abbiamo perso un amico, un grandissimo amico<br />
Non ti dimenticheremo mai<br />
I tuoi errori, le tue gaffes<br />
Sono gli errori che hanno fatto gli Italiani<br />
A cui tu hai voluto bene come un padre<br />
Come uno strano profeta<br />
Eri tu con le sue trovate geniali<br />
Che parlavi di un grande avvenire<br />
Di cui non sappiamo più nulla</p>
<p><strong>Terra Santa</strong><br />
Ho conosciuto Gerico,<br />
ho avuto anch&#8217;io la mia Palestina,<br />
le mura del manicomio<br />
erano le mura di Gerico<br />
e una pozza di acqua infettata<br />
ci ha battezzati tutti.<br />
Lì dentro eravamo ebrei<br />
e i Farisei erano in alto<br />
e c&#8217;era anche il Messia<br />
confuso dentro la folla:<br />
un pazzo che urlava al Cielo<br />
tutto il suo amore in Dio.<br />
Noi tutti, branco di asceti<br />
eravamo come gli uccelli<br />
e ogni tanto una rete<br />
oscura ci imprigionava<br />
ma andavamo verso la messe,<br />
la messe di nostro Signore<br />
e Cristo il Salvatore.<br />
Fummo lavati e sepolti,<br />
odoravamo di incenso.<br />
E dopo, quando amavamo<br />
ci facevano gli elettrochoc<br />
perché, dicevano, un pazzo<br />
non può amare nessuno.<br />
Ma un giorno da dentro l&#8217;avello<br />
anch&#8217;io mi sono ridestata<br />
e anch&#8217;io come Gesù<br />
ho avuto la mia resurrezione,<br />
ma non sono salita ai cieli<br />
sono discesa all&#8217;inferno<br />
da dove riguardo stupita<br />
le mura di Gerico antica.<br />
Le dune del canto si sono chiuse,<br />
o dannata magia dell&#8217;universo,<br />
che tutto può sopra una molle sfera.<br />
Non venire tu quindi al mio passato,<br />
non aprirai dei delta vorticosi,<br />
delle piaghe latenti, degli accessi<br />
alle scale che mobili si dànno<br />
sopra la balaustra del declino;<br />
resta, potresti anche essere Orfeo<br />
che mi viene a ritogliere dal nulla,<br />
resta o mio ardito e sommo cavaliere,<br />
io patisco la luce, nelle ombre<br />
sono regina ma fuori nel mondo<br />
potrei essere morta e tu lo sai<br />
lo smarrimento che mi prende pieno<br />
quando io vedo un albero sicuro.<br />
Alda Merini da &#8220;<em>La Terra Santa</em>&#8220;, 1984</p>
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		<title>E&#039; scomparsa Fernanda Pivano, la signora della Beat Generation</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Aug 2009 07:10:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>salutiamoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ morta ieri sera in una clinica privata di Milano dove era ricovera da tempo Fernanda Pivano. Aveva da poco compiuto 92 anni. Scrittrice, giornalista, traduttrice e critica è stata lei a far conoscere in Italia gli autori americani della Beat Generation. Da sempre amante della letteratura americana, a 24 anni Fernanda Pivano si laurea [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="aligncenter size-full wp-image-100" title="fernanda-pivano1" src="http://www.salutiamoli.it/files/2009/08/fernanda-pivano1.jpg" alt="fernanda-pivano1" width="251" height="358" /></p>
<p style="text-align: justify">E’ morta ieri sera in una clinica privata di Milano dove era ricovera da tempo <strong>Fernanda Pivano</strong>. Aveva da poco compiuto 92 anni. Scrittrice, giornalista, traduttrice e critica è stata lei a far conoscere in Italia gli autori americani della <strong>Beat Generation</strong>. Da sempre amante della<strong> letteratura americana</strong>, a 24 anni Fernanda Pivano si laurea in Lettere con una tesi in letteratura americana sul Moby Dick di Melville. Nel 1943 pubblica la prima traduzione dell’antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters. Ma è l’incontro prima con <strong>Cesare Pavese</strong>, suo professore al liceo D’Azeglio di Torino, poi con<strong> Ernest Hemingway</strong> nel 1948 a segnare la svolta decisiva della sua vita: da semplice traduttrice ed amante di letteratura americana ad una delle sue più importanti conoscitrice e promotrice.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-98"></span></p>
<div class="mceTemp" style="text-align: justify">
<dl>
<dt><img class="size-full wp-image-102  " style="margin-left: 2px;margin-right: 2px" title="fernanda-pivano2" src="http://www.salutiamoli.it/files/2009/08/fernanda-pivano2.jpg" alt="Fernanda Pivano e Ernest Hemingway" width="245" height="189" /></dt>
<dd>Fernanda Pivano e Ernest Hemingway</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: justify">La Pivano è stata la <strong>maggior curatrice delle opere di Hemingway</strong> e dopo il viaggio negli Stati Uniti nel 1956 è colei che porta in Italia i testi e la poetica di questi scrittori così diversi, liberi e maledetti: <em>Gregory Corso, Lawrence Ferlinghetti, William Burroughs, Jack Kerouac</em> (la prefazione di On the Road è sua), <em>Allen Ginsberg</em>. Nel 1976 pubblica <em>I mostri degli anni Venti</em> dove raccoglie i racconti di vita ed i suoi ricordi dei grandi personaggi che ha incontrato partendo dal suo amato Hemingway, passando per Francis Scott Fitzgerald e Dorothy Parker, fino a William Faulkner. Negli ultimi anno della sua vita, Fernanda Pivano ha continuato la sua opera di diffusione di cultura e di promozione di nuovi talenti narrativi (Chuck Palahniuk, David Foster Wallace, Bret Easton Ellis).</p>
<div id="attachment_99" class="wp-caption alignleft" style="width: 172px"><img class="size-full wp-image-99  " style="margin-left: 2px;margin-right: 2px" title="fernanda-pivano" src="http://www.salutiamoli.it/files/2009/08/fernanda-pivano.jpg" alt="fernanda-pivano" width="162" height="241" /><p class="wp-caption-text">Fernanda Pivano e De Andrè</p></div>
<p style="text-align: justify">Con Fernanda Pivano scompare una delle figure di donna più interessanti e positive del secolo scorso, capace di cogliere le sfumature più profonde della cultura americana e di tramandarle con il sorriso, una donna che ha ‘vissuto’ la storia ed ha intrecciato profondamente la sua vita con i suoi protagonisti più lucenti.</p>
<p style="text-align: justify">I funerali di Fernanda Pivano si svolgeranno venerdì nella sua Genova (dove era nata il 18 luglio 1917) nella basilica dell&#8217;Assunta in Carignano, la stessa dove si celebrò dieci anni fa il funerale del suo grande amico <strong>Fabrizio De Andrè</strong> “il più grande poeta italiano del Novecento” come lei ha sempre amato definirlo.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>James Graham Ballard</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Apr 2009 10:03:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>salutiamoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non ce l&#8217;ha fatta James Graham Ballard, il famoso scrittore britannico padre del cyberpunk, autore tra i più rappresentativi di quel filone letterario fantascientifico che predilige l’analisi sociologica dell’interazione tra l’uomo e l’ambiente che lo circonda. Si è spento a 78 anni dopo una lunga malattia. Tra i suo romanzi più conosciuti ed apprezzati c&#8217;è  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="aligncenter size-medium wp-image-56" title="jgballard1" src="http://www.salutiamoli.it/wp-content/uploads/2009/04/jgballard1-300x180.jpg" alt="jgballard1" width="300" height="180" /></p>
<p style="text-align: justify">Non ce l&#8217;ha fatta <strong>James Graham Ballard</strong>, il famoso scrittore britannico padre del <strong>cyberpunk</strong>, autore tra i più rappresentativi di quel filone letterario fantascientifico che predilige l’analisi sociologica dell’interazione tra l’uomo e l’ambiente che lo circonda. Si è spento a 78 anni dopo una lunga malattia. Tra i suo romanzi più conosciuti ed apprezzati c&#8217;è  “<strong>L&#8217;impero del sole</strong>” (Empire of the Sun), da cui <strong>Steven Spielberg</strong> ha tratto nel 1987 l&#8217;omonimo film, scritto ripercorrendo la sua esperienza nel campo di prigionia giapponese di Lunghua dove fu internato insieme alla famiglia durante la Seconda Guerra Mondiale.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-53"></span></p>
<p style="text-align: justify"><img class="size-medium wp-image-55 alignright" style="margin-left: 3px;margin-right: 3px" title="jgballard-la-mostra-delle-atrocita" src="http://www.salutiamoli.it/wp-content/uploads/2009/04/jgballard-la-mostra-delle-atrocita-192x300.jpg" alt="jgballard-la-mostra-delle-atrocita" width="192" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify">Tra i suoi lavori si ricordano anche “The Wind From NowherE” (<strong>Vento dal nulla</strong>) del 1962 – che in seguito rinnegò &#8211; “The Drowned World” (<strong>Il mondo sommerso</strong>), “The Burning World” (<strong>Terra bruciata</strong>) e “The Crystal World” (<strong>Foresta di cristallo</strong>). E&#8217; solo nel 1970 però che J. G. Ballard pubblica quello che viene considerato il suo vero capolavoro “The Atrocity Exhibition” (<strong>La mostra delle atrocità</strong>). Il libro è formato da 15 racconti, in ognuno dei quali il protagonista assume un&#8217;identità diversa ( Travis, Talbot, Traven ecc). L&#8217;uomo è attratto da eventi mediatici in grado di modificare lo spazio interiore degli esseri umani: incidenti, attentati, omicidi o suicidi di celebrità rappresentano per lui uno specchio delle sue più intime ossessioni. Una pornografia dell’orrore innestata dalle immagini dei notiziari televisivi, dai titoli ad effetto di quotidiani e riviste. In tutto il libro serpeggia l<strong>&#8216;ossessione maniacale</strong> per la guerra del <strong>Vietnam</strong>, la <strong>psicopatologia</strong>, la pornografia, il <strong>potere dei media</strong>, le vittime di incidenti stradali e le icone del sogno americano. Una curiosità: in questo libro si profetizza l&#8217;elezione a presidente degli USA di Ronald Reagan.</p>
<p style="text-align: justify">L&#8217;altro grande libro di James Graham Ballard è <strong>Crash</strong> (1973) da cui <strong>David Cronenberg</strong>, nel 1996, ha tratto l&#8217;omonimo film. Anche in questo romanzo il tema  della perversione per le vittime di incidenti stradali e la fusione di carne e macchine la fa da padrone. L&#8217;ultima sua opera, del 2006, è Kingdom Come (<strong>Regno a venire</strong>).</p>
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		<title>Giuseppe Bonaviri (poeta e scrittore)</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Mar 2009 10:13:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>salutiamoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; morto all&#8217;età di 84 anni il poeta e scrittore Giuseppe Bonaviri, più volte nella rosa dei candidati al premio Nobel. Nato a Mineo (Catania) l&#8217;11 luglio 1924, nella più remota provincia catanese, e laureatosi in medicina a trent&#8217;anni dopo la pausa del conflitto mondiale, scrive il suo primo romanzo Il sarto della stradalunga, pubblicato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm"><img class="aligncenter size-medium wp-image-38" title="bonaviri" src="http://www.salutiamoli.it/wp-content/uploads/2009/03/bonaviri-300x204.jpg" alt="bonaviri" width="300" height="204" /></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: justify">E&#8217; morto all&#8217;età di 84 anni il poeta e scrittore <strong>Giuseppe Bonaviri</strong>, più volte nella rosa dei candidati al premio Nobel. Nato a Mineo (Catania) l&#8217;11 luglio 1924, nella più remota provincia catanese, e laureatosi in medicina a trent&#8217;anni dopo <img class="size-medium wp-image-39 alignright" style="margin-left: 3px;margin-right: 3px" title="il-sarto-della-stradalunga" src="http://www.salutiamoli.it/wp-content/uploads/2009/03/il-sarto-della-stradalunga-198x300.jpg" alt="il-sarto-della-stradalunga" width="158" height="240" />la pausa del conflitto mondiale, scrive il suo primo romanzo<em> Il sarto della stradalunga</em>, pubblicato da Einaudi nella Collana dei &#8220;<strong>Gettoni</strong>&#8220;, curata da Elio Vittorini, nel 1954. Questo libro segna l&#8217;inizio di una vasta produzione letteraria che lo distinguerà per l&#8217;originale forma di stile e di lingua.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: justify"><span id="more-37"></span></p>
<p style="text-align: justify">
<p style="margin-bottom: 0cm">Ha pubblicato sopratutto per Rizzoli ma anche per Mondadori e Sellerio. Tra i suoi più importanti scritti si possono citare dal giovanile<strong> La ragazza di Casalmonferrato</strong> a <strong>Il fiume di pietra</strong> nel 1964, Notti sull&#8217;altura nel 1971,<strong> </strong>L&#8217;enorme tempo nel 1976, <strong>Novelle saracene </strong>nel 1980, L&#8217;incominciamento nel 1983, E&#8217; un rosseggiar di peschi e d&#8217;albicocchi nel 1986, Ghigò nel 1990, <strong>Il vicolo blu </strong>nel 2003. Quest&#8217;ultimo gli ha permesso di ottenere il<strong> Vittorini</strong> ed il Super Vittorini.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm;text-align: justify">Bonaviri era malato da tempo, ma non ha mai smesso di cercare di farsi comprendere e diffondere i suoi libri ed il suo messaggio.</p>
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