Salutiamoli

16 marzo 2010

E’ morto Luigi Cascioli

E’ morto ieri Luigi Cascioli, studioso autodidatta, ateo e soprattutto anticlericale. Personaggio singolare che ha sfidato da solo la potentissima Chiesa Cattolica.

Luigi Cascioli

Luigi Cascioli

Sul suo sito potete trovare la storia dei suoi processi e i riferimenti ai suoi libri (il più famoso “La favola di Cristo”)

Tra le sue iniziative ricordiamo anche una sua singolare prostesta in seguito alla chisura alcuni siti internet contrari alla Chiesa cattolica. In quella occasione Luigi Cascioli pubblicò sul suo sito una lettera aperta nella quale minaccia di operare, con l’aiuto di un ex sacerdote, un atto simile alla cosiddetta consacrazione della panetteria:

(continua…)

Addio a Pingping, l’uomo più basso del mondo

Tutti pensavano che anche questa volta fosse una bufala come già accaduto altre volte in passato, invece He Pingping l’uomo più basso del mondo è veramente morto. La notizia è stata diffusa dalla BBC e dal Guinness World Records. Era in Italia per partecipare alla trasmissione “Lo show dei record” su Canale 5. Si è spento intorno alle 18 di sabato scorso a Roma dopo essere stato ricoverato in ospedale per due settimane a causa di un forte dolore al petto che si è poi rivelato essere un attacco cardiaco.

Pingping aveva appena 21 anni ed era affetto da una forma di nanismo, chiamata osteogenesi imperfetta, che aveva fermato la sua crescita a 74,61 centimetri. Di nazionalità cinese (era nato a Wulanchabu  nel 1988) Pingping era diventato di casa, ormai, in Italia grazie alla sua partecipazione al programma dei record condotto da Barbara D’Urso.

Era stato riconosciuto ufficialmente come l’uomo più piccolo del mondo nel 2008. Su richiesta della famiglia il suo corpo ritornerà in Cina, dove sarà cremato. Ora il record passerà al giovane nepalese Khagendra Thapa Magar alto appena 56 centimetri che a febbraio ha compiuto 18 anni, età minima per entrare nel Guinness.

11 marzo 2010

9 marzo 2010

Lutto nel calcio, è morto Tonino Carino da Ascoli

Filed under: Giornalismo — Tag:, , , , , , — salutiamoli @ 15:49

Se ne è andato a 65 anni e dopo una lunga malattia il telecronista sportivo Tonino Carino. Era stato uno dei grandi ed indimenticabili protagonisti di 90° minuto di Paolo Valenti quando tutte le partite di calcio erano ancora in contemporanea e non esistevano anticipi, posticipi e tantomeno le pay tv.

Come si può dimenticare il suo “Tonino-Carino-da-Ascoli” detto tutto d’un fiato che per lunghi anni fu un tormentone televisivo? Per non parlare delle sue gaffe ed il suo dialetto mai sopito che l’hanno reso uno dei personaggi più amati del mondo del calcio.

Tonino Carino era nato ad Offida, in provincia di Ascoli Piceno, il 31 luglio del 1944. Il suo nome rimarrà indelebilmente legato alla sua amata squadra, quell’Ascoli del presidente Costantino Rozzi, altra icona del calcio. Aveva iniziato a scrivere nel 1969 per Il Resto del Carlino per poi approdare nel 1971 al Corriere Adriatico. L’arrivo in Rai è del 1976 dove ha lavorato per la sede regionale di Ancona. Da poco era andato in pensione ma continuava ad essere invitato nelle trasmissioni sportive.

Ci mancherà Tonino Carino, tra gli ultimi grandi cronisti di un calcio che purtroppo non esiste più.

Il ricordo del TG1

8 marzo 2010

Addio ad Alberto Ronchey, ex ministro e giornalista

E’ morto venerdì scorso, anche se la notizia è stata diffusa solo oggi ad esequie avvenute, Alberto Ronchey, scrittore, giornalista e ministro. Aveva 83 anni. A rendere nota la notizia la figlia.

Alberto Ronchey è stato un maestro di giornalismo che con la precisione nell’analisi di dati statistici, nei riferimenti storici e con l’inventiva del coniare neologismi di grande acume rimarrà nella storia del giornalismo italiano.

Alberto Ronchey era nato a Roma il 27 settembre 1926 e dopo la laurea in giurisprudenza si era dedicato all’attività di scrittore e soprattutto a quella di giornalista. Durante l’occupazione tedesca era stato collaboratore della ‘Voce Repubblicana’  per poi divenire segretario della Federazione giovanile repubblicano, fino al 1946. Per molto tempo fu inviato speciale de La Stampa fino a ricoprirne l’incarico di direttore. Nel 1973 lasciò il quotidiano di Torino per approdare al ‘Corriere della Sera‘ come editorialista e inviato speciale. In seguito passò nelle file del quotidiano Repubblica (1981) diventandone editorialista.

Nel giugno del 1992 Alberto Ronchey assunse la carica di Ministro dei Beni culturali nel governo di Giuliano Amato e fu confermato anche nell’aprile dell’anno dopo da Carlo Azeglio Ciampi. In seguito fu presidente della Rcs tra il 1994 e il 1998.

A lui si deve la coniazione del termine “Lotizzazione” in riferimento all’abitudine dei partiti di spartirsi le nomine negli enti pubblici, in primo luogo alla Rai, e quella di “Fattore K” con la quale spiegava la mancata alternanza al governo dell’Italia, legata alla presenza di un grande partito comunista che, per ragioni di alleanze ed equilibri internazionali, non poteva giungere al potere.

Per lunghi anni è stato uno dei critici più esigenti della classe politica italiana, cosa che si può ampiamente riscontrare nei suoi libri “Accadde in Italia” (1977), “Chi vincerà in Italia?” (1982), “Atlante italiano” (1997).

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