Salutiamoli

26 febbraio 2010

Dopo tre giorni di coma Enzo Fragalà è spirato

Enzo Fragalà

E’ morto dopo tre giorni di coma l’avvocato penalista ed ex parlamentate di An, Enzo Fragalà che era stato aggredito martedì scorso da uno sconosciuto. Era ricoverato nel reparto di rianimazione dell’ospedale Civico di Palermo. Fragalà aveva 61 anni ed attualmente ricopriva l’incarico di consigliere comunale del Pdl a Palermo. Ad aggredirlo brutalmente con una mazza di legno è stato un uomo di cui non si conosce l’identità, celata da un casco integrale.

Il consigliere Fragalà è stato colto di sorpresa mentre usciva dal suo studio legale, situato vicino al palazzo di giustizia. Tre persone hanno assistito al pestaggio ed una di esse, intervenuta in difesa del consigliere PDL ha messo in fuga l’assassino. Le condizioni di Fragalà sono apparse subito disperate e nonostante il ricovero immediato e due interventi per lui non c’è stato nulla da fare. Sul caso stanno indagando i carabinieri reparto operativo coordinati dai pm Nino Di Matteo e Carlo Lenzi e dall’aggiunto Maurizio Scalia attraverso le informazioni raccolte dai testimoni.

Enzo Fragalà era un esponente di primo piano del Movimento sociale italiano prima di entrare nelle file di An nel 1994 e fino al 2006. Era stato componente della commissione parlamentare d’inchiesta sul dossier Mitrokhin, oltre ad essere uno dei più noti avvocati penalisti di Palermo. Fragalà lascia la moglie e due figli.

15 febbraio 2010

Addio a Gian Fabio Bosco del duo Ric e Gian

Gian Fabio Bosco

Si è spento a Roma all’età di 73 anni il fantasista e caratterista Gian Fabio Bosco, della coppia comica Ric e Gian. Bosco è morto ieri sera all’ospedale di Lavagna in Liguria, dopo una lunga agonia causata dalle complicazioni di un aneurisma che l’aveva colpito tempo fa. A dar le notizie è stato Lino Banfi, suo grande amico e collega. In questi giorni al suo capezzale è arrivata anche la figlia 52enne, scappata da casa a 15, con cui non aveva contatti da allora. E’ stata accanto al padre fino all’ultimo istante di vita.

Gian Fabio Bosco era nato a Firenze il 30 luglio 1936 e fin da giovanissimo aveva esordito nel mondo dello spettacolo. Figlio d’arte (i genitori erano entrambi attori nella celebre compagnia di Gilberto Govi), ebbe le prime esperienze come attore all’età di 8 anni nella compagnia teatrale dei genitori. A 20 anni entra nella compagnia di Gino Bramieri e poi nello stabile della Rivista a Torino, in coppia con Mario Ferrero. Ma è alla fine degli anni ’50 che scoppia il colpo di fulmine con il ballerino fantasista Riccardo Miniggio con cui formerà, nel 1961, una delle coppie più conosciute ed apprezzare della televisione.  Il duo all’inizio porta il nome di Jerry e Fabio e riscuote successo persino in Francia al Crazy Horse di Parigi ma poi il produttore cinematografico Angelo Rizzoli, che li fa debuttare nel film “Ischia operazione amore” (1966), decide di cambiare il loro nome d’arte in Ric e Gian.

I due attori scalano il mondo della rivista e della televisione (“Quelli della domenica” con Villaggio e Cochi e Renato, “Risatissima” su Canale 5, “Giochi in famiglia” con Mike Bongiorno, “Senza rete”) prima di approdare a teatro. Sul palcoscenico recitano in una riduzione di La strana coppia di Simon (’76), Scusa mi presti tua moglie? e le Farse di Dario Fo. Il loro sodalizio dura vent’anni, fino al 1987 quando decidono di separarsi. Gian Fabio Bosco continua a lavorare con successi alterni in teatro e al cinema (Joan Lui di Celentano e Libero Burro di Castellitto che partecipa alla Mostra di Venezia del ’98).

La sua partecipazione ad alcune fiction per la televisioni gli consente di ritrovare una discreta notorietà. Lo si ricorda in “Anni ’60” e “Angelo il custode” con Lino Banfi. Con Ric ritorno sul palco nel 2006 con l’applaudito spettacolo di Dino e Gustavo, Comunque vada sarà un successo. E forse è proprio andata così…

Ric e Gian

Ric e Gian in Brioche da “Ho cominciato così” del 1969

Gian Fabio Bosco con Jerry Calà in una scena di Fratelli d’Italia

11 febbraio 2010

Morto suicida lo stilista Alexander McQueen

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Alexander mcqueen

Sarebbe morto suicida lo stilista inglese Alexander McQueen. Il Sun assicura che si sia impiccato. Il suo corpo senza vita è stato rinvenuto questa mattina verso le 11 (ora locale) nella sua casa di Green Street, nel West-End di Londra. Aveva 40 anni ed era un punto di riferimento per la moda mondiale, conosciuto per le sue sfilate trasgressive e provocatorie. La scorsa settimana aveva perso la madre e potrebbe essere la depressione dopo questo tragico avvenimento ad averlo indotto a questo gesto estremo.

Figlio di un tassista dell’East End londinese, McQueen lascia la scuola all’età di 16 anni per entrare subito nel mondo del lavoro. Prima di approdare a Milano nel 1992 da Romeo Gigli, McQueen lavora per  Savile Row, per Gieves & Hawkes e per i costumisti teatrali Angels e Bermans. Nel 1996 il grande salto: direttore creativo di Givenchy al posto di John Galliano, fino al 2001 quando entra a far parte della maison Gucci. Nel frattempo, vince per ben quattro volte il premio come miglior designer inglese tra il 1996 e il 2003. Da allora ha ampliato la propria produzione aprendo nuove boutique a Londra, Milano e New York e lanciato sul mercato il profumo Kingdom. Nel 2003 ha, inoltre, collaborato con la Puma per la realizzazione di una linea di scarpe da ginnastica. Doveva presentare la sua nuova collezione il prossimo 9 marzo a Parigi.

8 febbraio 2010

Lutto nel ciclismo. E' morto il Ct Franco Ballerini

Franco Ballerini

Se ne è andato per colpa di un tragico incidente di rally il commissario tecnico della Nazionale di ciclismo Franco Ballerini, a pochi mesi dall’improvvisa morte di un altro amatissimo ct nazionale, Alberto Castagnetti. Da due anni il 45enne Ballerini si era appassionato al rally e ieri, insieme al pilota Alessandro Ciardi, che si trovava alla guida di una Renault New Clio della scuderia Alex Group, stava affrontando  il primo Rally Ronde di Larciano. L’incidente si è verificato dopo circa 6 chilometri dall’inizio della prova speciale, verso le 9. Ciardi uscendo da una curva è salito con l’auto sull’erba del bordo e ha così perso il controllo della Clio. La vettura è andata a schiantarsi contro il muro di una villa alla velocità di circa 120 chilometri orari proprio dalla parte di Ballerini. Il ct ha riportato un politrauma con fratture alla base cranica, al torace, e agli arti inferiori e nonostante l’intervento di rianimazione è spirato durante il trasporto all’ospedale di Pistoia il Ceppo. La causa della morte è da attribuire alla frattura del rachide cervicale.

Franco Ballerini, nato a Firenze nel 1964 era ct della nazionale di ciclismo dal 2001. In questi anni ha fatto vincere alla nostra nazionale quattro ori mondiale ed uno olimpico. Il primo successo già nel 2001 con l’argento di Bettini ai Mondiali di Lisbona 2001, poi l’oro con Cipollini a Zolder 2002, il titolo olimpico con Bettini ad Atene 2004, il bronzo iridato con Paolini a Verona 2004, gli ori con Bettini ai Mondiali di Salisburgo 2006 e Stoccarda 2007, poi quello di Ballan a Varese 2008 con Cunego al secondo posto, doppietta preceduta dall’argento olimpico di Rebellin a Pechino 2008. Un tecnico carismatico con una grande conoscenza del mondo del ciclismo.

Anche da corridore Ballerini ha lasciato un segno indelebile nel mondo del ciclismo professionistico. In Francia l’avevano persino soprannominato Monsieur Roubaix dopo che aveva vinto meritatamente la classica del pavè nel 1995 e 1998. Una gara massacrante e terribile che solo un grande ciclista come lui poteva dominare per tanti anni. Alla fine della sua ultima Parigi-Roubaix nel 2001 all’ingresso nel velodromo fu accolto dall’ovazione dei tifosi francesi malgrado il vincitore Servais Knaven fosse ormai giunto al traguardo da qualche minuto e lui si fosse piazzato solo 32esimo. Quella fu anche la sua ultima corsa. Ballerini lascia la moglie e due figli di 16 ed 11 anni a cui va tutto il nostro affetto.

Un video con i grandi successi sportivi di Ballerini

Franco Ballerini2

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